Il sistema di welfare italiano si trova attualmente in una fase critica dovuta al declino demografico, alla bassa partecipazione al mercato del lavoro e all’ampia evasione fiscale. Secondo il report di Itinerari Previdenziali, la maggior parte delle imposte italiane proviene da una piccola percentuale di contribuenti. Questo dato evidenzia la presenza di numerosi casi di evasione fiscale e di falsi poveri nel Paese. Mentre solo il 15% dei contribuenti dichiara redditi superiori a 35mila euro, la maggioranza, pari al 40%, guadagna meno di 15mila euro e contribuisce in misura minima all’Irpef complessiva.
Il report sottolinea che il sistema attuale non è sostenibile e richiede una riforma fiscale strutturale per eliminare gli squilibri e contrastare l’evasione. La spesa destinata alla protezione sociale, includendo pensioni, sanità e assistenza, rappresenta oltre il 50% della spesa pubblica totale, con un costante aumento negli ultimi dieci anni. Tuttavia, la gestione dei fondi destinati all’assistenza, alla sanità e al welfare locale presenta criticità, poiché dipende principalmente dalla fiscalità generale.
È cruciale affrontare il tema della gestione delle risorse destinate alla protezione sociale per garantire un sistema equo ed efficiente. Mentre una minoranza sostiene il carico fiscale maggiormente, una larga parte della popolazione risulta a carico della collettività. È indispensabile promuovere una redistribuzione delle prestazioni sociali in modo equo e trasparente, coinvolgendo attivamente i cittadini a reddito medio-alto nel processo.

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