Le politiche europee di coesione hanno l’obiettivo primario di sostenere la competitività e l’integrazione delle regioni europee meno sviluppate di fronte all’allargamento dell’Unione Europea e al mercato unico. Con l’avvento delle sfide della doppia transizione digitale ed energetica che coinvolgono tutte le regioni, sorge la necessità di utilizzare tali politiche come strumento efficace per contrastare il rischio di disparità crescenti, non solo in aree svantaggiate, ma anche in quelle in fase di transizione. Uno studio condotto dall’istituto Ismeri Europa per l’Unione Europea sugli scenari dell’intervento post 2027 mette in luce l’importanza della coesione nell’attuale contesto.
L’analisi, che coinvolge 13 Paesi e 41 regioni europee, rivela che le politiche di coesione costituiscono attualmente l’unico strumento operativo per promuovere investimenti su ampia scala nell’UE. Tuttavia, la ricerca evidenzia che tali politiche hanno assunto responsabilità che spesso superano i loro obiettivi originali, in un periodo caratterizzato da importanti cambiamenti geopolitici ed economici.
La sfida della transizione verde e digitale impone un ripensamento delle strategie di sviluppo, poiché regioni come la Germania e quelle dell’Europa orientale devono affrontare la riconversione da industrie ad alta intensità energetica verso soluzioni sostenibili. Allo stesso tempo, paesi come Spagna, Francia e Italia devono affrontare le sfide della riduzione dell’inquinamento e della necessaria transizione ecologica.
La transizione verde non riguarda solo il settore produttivo, ma impatta anche sul fronte demografico e sulla globalizzazione, con particolare riferimento alle regioni del Sud Europa e dell’Est Europa. È cruciale adottare una strategia territoriale offensiva per mantenere la competitività, soprattutto nelle regioni meno sviluppate.
Tuttavia, affrontare con successo la transizione richiede risorse adeguate e una governance efficace. Attualmente, l’UE investe cifre senza precedenti nei fondi di coesione, agricoli e nel PNRR, ma è fondamentale garantire l’efficace implementazione di tali investimenti per raggiungere gli obiettivi stabiliti.
Il cammino verso una coesione significativa al di là del 2027 richiede un chiarimento degli obiettivi e delle risorse disponibili, nonché una maggiore collaborazione tra istituzioni locali ed europee per garantire un impatto positivo sulle regioni coinvolte. La transizione accelererà il declino in alcune regioni e ostacolerà l’adattamento in altre, rendendo indispensabile un coordinamento politico globale per massimizzare gli effetti positivi della transizione verde e digitale.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/wolleb-ismeri-per-politica-coesione-compiti-non-commisurati-obiettivi-AFbdsB8C

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