Granarolo, il rinomato gruppo lattiero-caseario bolognese, si prepara a un futuro radioso e innovativo che si estende fino al 2028. Con un ambizioso piano industriale a 360 gradi, l’azienda mira a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, adottare politiche ambientali e di sostenibilità più incisive, potenziare le infrastrutture esistenti e creare un centro d’ innovazione all’avanguardia presso il quartier generale di Bologna. Inoltre, l’efficientamento logistico con l’impiego di tecnologie come l’intelligenza artificiale sarà una priorità.
Il direttore generale, Filippo Marchi, evidenzia che il piano 2024/2027 non solo prevede 17 progetti strategici con un investimento totale di 300 milioni di euro, ma proietterà Granarolo verso un futuro di evoluzione commerciale e industriale senza precedenti. Granarolo, con un fatturato di oltre 1,6 miliardi di euro, è il leader Italiano nel settore del latte fresco e dei suoi derivati. Trasforma 925.000 tonnellate di latte all’anno provenienti da 503 allevatori in 11 regioni Italiane, impiegando 2.492 dipendenti in 15 stabilimenti in Italia e nove all’estero. Il presidente Gianpiero Calzolari sottolinea con orgoglio che circa 20.000 famiglie traggono beneficio economico dal lavoro con Granarolo.
Il piano al 2027 ha ottenuto l’approvazione degli azionisti del gruppo, tra cui la società cooperativa Granlatte, il Fondo strategico nazionale, Intesa Sanpaolo e Enpaia. Il mercato del latte in Italia ed Europa, soprattutto quello fresco, è caratterizzato da una notevole volatilità dei consumi. Granarolo, consapevole di tale contesto, mira a crescere maggiormente nei mercati esteri, puntando su formaggi molli e duri per rafforzare la propria presenza in Paesi come Francia, Gran Bretagna e Germania.
Le esportazioni di Granarolo rappresentano il 9% del totale nazionale, con prospettive di crescita anche negli Stati Uniti e in Brasile. L’azienda ha già stabilimenti sia negli USA che in Brasile, dove si concentra principalmente sulla produzione di formaggi duri e a pasta molle. Si sta inoltre potenziando l’impianto di Gioia del Colle per diventare il polo principale di produzione di burrate e mozzarelle, mentre l’impianto di Pasturago diventerà un punto di riferimento per la produzione di yogurt.
In un’ottica di sostenibilità ambientale, Granarolo si impegna a ridurre del 30% le emissioni di gas serra per chilogrammo di latte prodotto entro il 2030. L’azienda investe in impianti di biometano collegati a biomasse, in modo da diventare autosufficiente energeticamente. La conversione energetica abbraccia anche l’uso di fonti rinnovabili come il fotovoltaico per ridurre al minimo l’impatto ambientale. La sostenibilità è un valore centrale per Granarolo, che coinvolgerà anche gli allevatori conferitori nel programma di utilizzo di plastiche riciclate per le confezioni.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/granarolo-crescita-fino-2027-passa-anche-sostenibilita-AFChEc7B

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