Le imprese manifatturiere lombarde mostrano una notevole resilienza e determinazione nel campo degli investimenti nonostante le sfide. L’analisi annuale condotta da Banca d’Italia sull’ economia regionale rivela dati significativi, evidenziando un rallentamento generale delle attività (-1,1% nella produzione del primo trimestre), ma con una notevole robustezza degli investimenti. Contrariamente alle previsioni del sondaggio dell’anno precedente che indicavano un calo del 3,2%, si è invece registrata una crescita del 4,4%. Questo impulso coinvolge principalmente due aree cruciali: il miglioramento dell’ efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili, ai quali hanno lavorato o pianificano di lavorare quasi i due terzi delle imprese, mentre quasi il 60% ha investito in tecnologie digitali. Tale tendenza è stata adottata prevalentemente dalle grandi aziende e da una su due delle PMI. Questi investimenti si sono realizzati in un contesto meno favorevole, con tassi di interesse in netto aumento. Nonostante ciò, la solidità patrimoniale e le basi finanziarie più solide hanno permesso al sistema di affrontare in modo proattivo la recente crisi, ottenendo una ripresa post-Covid superiore a quella del Paese e di altre economie europee.
Nel corso del 2023, sebbene con un rallentamento rispetto all’anno precedente, la Lombardia ha mantenuto un ritmo superiore alla media nazionale, registrando una crescita del PIL dell’1,2%, tre decimali al di sopra della media italiana. Questa crescita ha contribuito a ridurre il tasso di disoccupazione a livelli vicini ai minimi storici, scendendo al 4% in media annua e al 3,4% per gli uomini. Questi successi sono stati caratterizzati anche dalla creazione netta di oltre 100.000 posti di lavoro (con oltre 1,5 milioni di nuovi contratti), in gran parte a tempo indeterminato, sia nel settore dei servizi (+65.000 unità) che in quello industriale (+31.000 unità).
Tuttavia, nonostante i segnali positivi, Banca d’Italia ha rilevato alcune criticità, in particolare riguardo all’ innovazione. Rispetto ad altre realtà europee, la Lombardia presenta investimenti limitati in ricerca e sviluppo, rappresentando solo l’1,3% del PIL, a fronte del 2,9% dell’Unione Europea utilizzato come benchmark. Le sfide legate alla mancanza di laureati STEM e alla scarsa attrattività per i talenti influenzano negativamente l’ economia regionale.
Per affrontare le sfide future, i leader accademici e istituzionali sottolineano la necessità di aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione, nonché di gestire con attenzione le questioni legate alla demografia e alla forza lavoro. L’attenzione è focalizzata sull’attrazione e sull’integrazione dei lavoratori stranieri come potenziali risorse per la Lombardia nel medio-lungo termine. Infine, si evidenzia la rilevanza dell’ innovazione come motore per la crescita economica e il benessere sociale a lungo termine.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/ambiente-e-digitale-l-impresa-lombarda-accelera-e-investe-piu-AGVb7td

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