In galleria non si scava più ma si guarda a un nuovo corso fatto di tecnologia e turismo. L’eredità lasciata dalle società minerarie che hanno fermato gli impianti in Sardegna è pesante e deve fare i conti con un ambiente compromesso da recuperare, con edifici che crollano, compendi abbandonati e discariche da bonificare. È una ferita che tarda a rimarginarsi e con cui deve fare ancora i conti il Sulcis Iglesiente. Eppure negli ultimi vent’anni qualcosa è stato fatto ed è partito un nuovo corso, a cominciare dalla nascita del Parco Geominerario istituito dopo una protesta sottoterra nella miniera di Monteponi durata un anno. Le due città capoluogo, Iglesias e Carbonia, sono al centro di questo cambiamento che viaggia a intermittenza, in cui fasi importanti di lavori senza sosta si alternano a periodi di stallo e silenzio. E le risorse comunitarie, soprattutto il Fondo europeo per lo sviluppo regionale ( Fesr), sono state determinanti in questa prima fase. I fondi europei sono stati fondamentali per risolvere questioni di base della città. Per esempio per rifare completamente la rete idrica abbiamo investito oltre 20 milioni di euro – sottolinea Salvatore Cherchi sindaco di Carbonia dal 2001 al 2010 e poi presidente della Provincia di Carbonia Iglesias sino al 2014 -. Oppure per riconvertire siti minerari abbandonati, come per esempio la grande miniera di Serbariu dove, grazie ai fondi europei, abbiamo potuto realizzare il grande museo, la fabbrica del cinema, un laboratorio con trenta persone per le tecnologie energetiche pulite. Abbiamo presentato i progetti, vinto i bandi e, per la mia esperienza, posso dire che si possono rispettare le scadenze: infatti non abbiamo restituito neppure un euro. Non tutto però, nel corso degli anni, è andato bene e gli effetti si vedono anche oggi. Nel territorio trovo particolarmente critico il caso delle Bonifiche – aggiunge ancora Cherchi – penso ai siti minerari in capo alla mano pubblica. Devo constatare che il sistema pubblico che fa capo alla Regione ha perso circa 160 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione perché il sistema regionale…

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/turismo-lento-suclis-iglesiente-vecchi-sentieri-minatori-AG0U2WY

Ebilav.it - CF: 97795640016 - © 2015-2019 Koweb | Tutti i diritti riservati