Il contesto economico dell’ industria italiana nel mese di aprile evidenzia una serie di sfide significative da affrontare. Diversi settori chiave stanno registrando un declino, con impatti negativi sulla produzione industriale complessiva.
Male le auto, male il tessile, male i macchinari. Per la produzione industriale il mese di aprile è in rosso, un calo di un punto su base mensile, del 2,9% tendenziale. Su base annua siamo arrivati così al 15esimo calo consecutivo, a testimonianza di un rallentamento per nulla episodico. Pochi i settori in crescita, solo farmaceutica, alimentari ed elettrodomestici, mentre altrove vi sono soprattutto riduzioni.
Nel caso del tessile, a doppia cifra (-13,3%) ma a cedere in modo evidente sono anche i mezzi di trasporto, affondati dalla ridotta produzione interna di vetture. Terzo settore peggiore è quello dei macchinari, in calo del 4,1%.
Il dato produttivo in questo caso risente almeno in parte di una frenata anomala del mercato interno generata dall’attesa degli incentivi del piano Transizione 5.0. In attesa delle regole attuative chi può rinvia l’investimento, tenendo conto di una differenza sostanziale tra il credito d’imposta “standard” 4.0 (20%) e il 45% ottenibile con la nuova normativa nei casi in cui sono più cospicui i risparmi energetici.
Già i dati Istat relativi alle componenti del Pil del primo trimestre hanno in parte evidenziato questa situazione, con un calo in valori correnti della voce investimenti in macchinari e attrezzature (+armamenti, voce non scorporabile) superiore al miliardo di euro, in frenata di oltre il 2%.
Il primo quadrimestre nel complesso si chiude in modo non brillante, in calo del 3,3%, con un solo settore, il comparto alimentare a poter presentare valori positivi. Resta in bilico la situazione in Europa, in particolare in Germania, prima manifattura continentale, dove ad aprile l’output manifatturiero si è ridotto dello 0,1%, di quasi quattro punti nel confronto annuo.
Continua a pesare sull’economia il rallentamento del comparto edilizio, che come in Italia coinvolge un ampio indotto: i permessi di costruire continuano da tempo a ridursi a doppia cifra e anche gli ultimi dato non fanno eccezione. Si scende da 24.500 di marzo 2023 a 18500 di marzo 2024, un quarto del mercato in meno.
Altalenante resta il principale motore dell’economia tedesca, l’auto, che dopo aver piazzato una crescita interessante ad aprile (spinta verso l’alto però anche dalla presenza di tre giornate lavorative in più), a maggio inverte la rotta, con una produzione interna in calo del 18%. Tra gennaio e maggio la riduzione è così del 6%. Un poco meglio va alla Francia, che nel mese di aprile recupera cinque decimali rispetto al mese precedente ed è in leggera crescita anche rispetto al 2023.
Ad aprile 2024 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,0% rispetto a marzo. Nella media del periodo febbraio-aprile si registra un calo del livello della produzione dell’1,3% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile diminuisce su base congiunturale per i beni strumentali (-0,1%), i beni intermedi (-1,2%) e l’energia (-2,1%) mentre i beni di consumo risultano stabili.
Al netto degli effetti di calendario, ad aprile 2024 l’indice complessivo registra una flessione in termini tendenziali del 2,9% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 18 di aprile 2023). Flessioni tendenziali caratterizzano tutti i comparti: la riduzione è meno pronunciata per i beni intermedi (-2,1%), mentre risulta più rilevante per i beni strumentali (-3,1%), per l’energia (-3,6%) e i beni di consumo (-3,9%).

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/produzione-industriale-AGGManU

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