Parte tra le polemiche il piano contro le liste d’attesa, approvato martedì scorso in Consiglio dei ministri, che ha dato il via libera sia a un decreto legge sia a un disegno di legge. Due differenti provvedimenti che per il ministro della Salute sono il risultato di un intenso confronto con le Regioni, gli ordini professionali e le associazioni dei cittadini. Nonostante ciò, alcune Regioni criticano l’assenza di concertazione e definiscono le misure come astratte e sprovviste di coperture. La premier difende le decisioni affermando che rappresentano passi avanti significativi verso una maggiore responsabilità, coinvolgendo anche i cittadini nell’ottica di migliorare l’efficienza del sistema sanitario. In caso di mancata presenza a visite mediche senza preavviso, i cittadini dovranno comunque pagare il ticket, anche se in misura ridotta. Inoltre, è previsto un investimento di 60 milioni per i dipartimenti di salute mentale.
A pochi giorni dalle elezioni, il provvedimento genera critiche e polemiche, con il Pd che lo definisce come un’azione puramente elettorale. Gli esponenti politici si confrontano sulle risorse necessarie per ridurre le liste d’attesa, mettendo in discussione l’effettiva fattibilità delle proposte.
Il decreto legge prevede diversi interventi mirati a migliorare l’accesso ai servizi sanitari. Nasce una piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa, con l’obiettivo di risolvere le criticità esistenti. Il divieto di sospendere le prestazioni mediche e l’attivazione di un sistema di richiami per evitare le prestazioni non effettuate sono solo alcune delle misure introdotte. Il disegno di legge, invece, si concentra sull’incremento delle tariffe orarie per il personale sanitario e sulle sanzioni per i soggetti che non rispettano gli obiettivi di riduzione delle liste d’attesa.
Commenti e analisi sul provvedimento non si fanno attendere. Diverse associazioni sindacali e rappresentanti del settore sanitario esprimono pareri e proposte per migliorare il sistema, sottolineando l’importanza di un approccio olistico alla questione. La necessità di investire nelle risorse umane e di rivedere i contratti di lavoro emerge come elemento centrale per garantire una sanità efficiente e sostenibile nel tempo.

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