È un’ Emergenza-Urgenza quella che in Italia caratterizza la situazione dei Pronto Soccorso. L’indagine della Commissione Affari sociali della Camera fotografa “una situazione difficile, che rappresenta la “punta dell’iceberg” e la conseguenza di problemi complessi, spesso connessi gli uni con gli altri”. Tra le cause “la mancanza di 4.500 medici e 10mila infermieri, i tempi di attesa per il ricovero (boarding), la carenza di Posti Letto disponibili nei reparti di degenza causata e la difficoltà a garantire un turnover adeguato del personale”. Gli accessi al Pronto Soccorso, secondo l’indagine, “hanno raggiunto numeri elevatissimi, che secondo alcune stime dovrebbero superare i 20 milioni l’anno, con un incremento in determinati periodi, legato alla stagionalità di fattori epidemiologici e alla mobilità della popolazione (periodo influenzale e periodi di vacanza e turismo”. Inoltre è stato riscontrato “l’elevato numero di accessi impropri: numerosi sono gli assistiti che si auto-presentano al Pronto Soccorso; il numero di codici verdi e bianchi supera abbondantemente il 50% degli accessi totali”. Le conclusioni della Commissione, dopo avere ascoltato nelle audizioni tutti i rappresentanti del settore, dalle società scientifiche ai sindacati di categoria, sono state raccolte in un documento conclusivo approvato mercoledì e indicano diversi punti su cui intervenire: il potenziamento della Medicina del Territorio; maggiore disponibilità di Posti Letto; riduzione delle liste di attesa; riorganizzazione del sistema dell’ Emergenza-Urgenza; potenziamento del personale; tutela…

“Per rendere nuovamente attrattiva la professione infermieristica è necessario migliorare il trattamento di tali figure così da invertire la drammatica situazione di carenza che, qualora non si trovasse una soluzione, potrebbe minare alla base la capacità del SSN di rispondere alle esigenze dei cittadini”. Lo ha sottolineato anche da Giovanni Costantino, Capo delegazione Aris, nel corso del XXV Convegno nazionale di pastorale della salute, organizzato a Verona dal corrispondente Ufficio della Cei.

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