Tre istituzioni bolognesi, il rinomato colosso dei motoriduttori Bonfiglioli, l’Alma Mater e Art-Er, la società di sviluppo e innovazione della Regione Emilia-Romagna, si ergono come pionieri italiani nel progetto europeo “ SuperHuman“, focalizzato sull’esoscheletro industriale per lavori pesanti. Le fasi di test del prototipo sono giunte alla conclusione, e nei prossimi due anni esso verrà introdotto nelle fabbriche per alleviare la fatica e i pericoli correlati alla movimentazione di carichi pesanti, migliorando l’ ergonomia posturale dei lavoratori. Questo progetto, guidato da Supsi, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, è finanziato con 1,7 milioni di euro dalla Kic Eit Manufacturing, l’associazione pubblico-privata sostenuta dall’Unione europea.
L’obiettivo principale è creare un esoscheletro industriale commercialmente accessibile, sia passivo che attivo per attività ad alto carico lombare, capace di sollevare pesi compresi tra i 10 e i 25 chilogrammi. Questo strumento si rivela essenziale per le funzioni lavorative come la logistica interna ed esterna e i magazzini della grande distribuzione organizzata, settori in cui attualmente l’adozione di tecnologie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori è frenata dai costi dei dispositivi e dalla scomodità di utilizzarli per lunghi periodi.
Il mercato globale degli esoscheletri supera i 635 milioni di dollari (dato aggiornato al 2022, con un aumento del 34% rispetto all’anno precedente) e si prevede che raggiungerà i 2,3 miliardi di dollari entro il 2027, con una crescita media annua superiore al 30%. Questo incremento è riflesso nell’aumento delle malattie professionali, causato dall’allungamento della vita lavorativa e, di conseguenza, dell’età pensionabile.
Un’indagine condotta su 44 imprese (26 delle quali italiane) per valutare le potenzialità degli esoscheletri ha dimostrato che più della metà delle aziende è fortemente interessata a questa tecnologia per agevolare il sollevamento di pesi. Oltre l’82% delle organizzazioni solleva regolarmente carichi superiori ai 6 kg. Il 90% delle aziende che operano in settori dove il sollevamento di pesi è frequente riconosce l’importanza degli esoscheletri. Inoltre, il 46,6% delle aziende coinvolte nel sondaggio è pronto ad acquistare e utilizzare questi dispositivi, riconoscendone i vantaggi in termini di sicurezza, incremento della produttività e riduzione degli infortuni sul lavoro.
Il progetto SuperHuman mira a superare nei prossimi due anni diversi ostacoli, tra cui il costo-efficacia degli esoscheletri attualmente disponibili, i costi di manutenzione e riparazione, il tempo necessario per indossarli e rimuoverli, la durata delle batterie per gli esoscheletri attivi, l’instabilità posturale, e i rischi di lividi, abrasioni e interferenze con altri dispositivi elettronici.
I test preliminari su SuperHuman sono appena stati completati nello stabilimento bolognese del gruppo Bonfiglioli e presso l’azienda portoghese MCH. Tali test forniranno le indicazioni necessarie per il successivo sviluppo del dispositivi. Il Centro tecnológico de automoción de Galicia (Ctag), in collaborazione con Arti-Er e l’Università di Bologna, guiderà le fasi di test e si occuperà della validazione e valutazione del nuovo esoscheletro, il quale sarà poi industrializzato dalla società basca Gogoa Mobility Robots.
L’iniziativa SuperHuman rappresenta una parte essenziale del programma aziendale volte a migliorare il benessere dei dipendenti e a rendere le attività lavorative più confortevoli, sicure e sostenibili. Questo progetto incarna la nuova era 5.0 non solo dell’industria ma della società nel suo complesso, in cui le tecnologie digitali, l’IoT, la robotica e il cloud dell’era 4.0 sono integrate nella vita e nel lavoro quotidiano per migliorare la salute e il benessere umano.
È giunto il momento di ridefinire la storia economica, cancellando l’immagine del luogo di lavoro manifatturiero pericoloso e faticoso. L’esoscheletro rappresenta un’opportunità per rendere il lavoro nella manifattura 5.0 non solo sostenibile ma anche inclusivo, eliminando gli ostacoli all’ingresso degli individui fragili, persone con disabilità e le donne, per le quali il sollevamento di pesi potrebbe costituire un impedimento all’occupazione in azienda. Si passa da un’epoca in cui i robot in fabbrica erano isolati in gabbie a un contesto attuale in cui gli Agv e i cobot operano a stretto contatto con le persone. Gli esoscheletri rappresentano una tappa successiva in questa sempre più intima interazione uomo-macchina, assegnando alle macchine i compiti ripetitivi e usuranti e all’uomo le mansioni intellettuali, relazionali e creative del lavoro.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/bologna-lavoro-superhuman-l-esoscheletro-il-lavoro-sicuro-AFFrC72D

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