Il lungo percorso negoziale tra i ministeri si è finalmente concluso con l’approvazione del decreto per l’attivazione dei nuovi ecobonus destinati ad auto, moto e veicoli commerciali, pronto per essere firmato dalla Presidenza del Consiglio. La versione finale, frutto delle negoziazioni con la Ragioneria dello Stato, include anche gli avanzamenti degli incentivi del 2023, inizialmente non previsti, ma sfrutta solo una parte delle risorse destinate per il 2024. Alla fine, il budget totale si attesta intorno ai 950 milioni di euro. Il progetto di decreto, esaminato dal Sole-24 Ore, conferma le linee guida anticipate nei mesi precedenti: i bonus possono arrivare fino a 13.500 euro per coloro che possiedono un Isee inferiore a 30.000 euro. Nonostante l’approvazione imminente e il processo burocratico successivo, che prevede la firma da parte di Palazzo Chigi, il vaglio della Corte dei Conti e la pubblicazione nel foglio ufficiale del Dpcm, potrebbero ancora volerci almeno altri trenta giorni prima che i nuovi eco-incentivi diventino effettivi, nonostante l’urgenza sottolineata più volte da Stellantis nel corso delle trattative con il governo per incrementare la produzione automobilistica in Italia.
Nel frattempo, fino all’entrata in vigore dei nuovi bonus, restano validi gli incentivi meno convenienti della precedente campagna governativa. La settimana prossima sarà caratterizzata da un nuovo confronto sugli impianti Stellantis presso il Mimit: martedì a Melfi (anche in assenza della società), mercoledì a Mirafiori e giovedì ad Atessa. I finanziamenti sono distribuiti in diverse categorie: auto elettriche riceveranno 240 milioni di euro, corrispondenti al 25% del pacchetto totale. Con 402 milioni, più del 40%, si andrà invece a sostenere i vecchi modelli con motore termico o ibridi (61-135 grammi di CO2/km), mentre 140 milioni, circa il 15%, saranno destinati alle ibride plug-in (fascia 21-60). Una parte di queste risorse, pari a 20 milioni, è assegnata ai taxi con incentivi raddoppiati. Il resto è suddiviso tra auto usate (20 milioni), moto, scooter, tricicli e quadricicli (32,5 milioni per i veicoli elettrici e 5 milioni per quelli a motore termico), veicoli commerciali (53 milioni), noleggio a lungo termine (50 milioni) e installazione di impianti a Gpl e metano sulle automobili (10 milioni).
Il piano, ideato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, prevede che, in assenza di rottamazione, si otterrà un contributo di 6.000 euro nella fascia 0-20, 4.000 euro nella fascia 21-60, mentre non è previsto alcun bonus nella terza fascia di emissioni. L’importo aumenta progressivamente in base all’età e, di conseguenza, all’inquinamento del veicolo rottamato. Rottamando un veicolo Euro 4, si potrà ricevere un bonus di 9.000 euro nella fascia 0-20, 5.500 euro nella fascia 21-60 e 1.500 euro nella fascia 61-135. Passando a un veicolo Euro 3, l’incentivo sale a 10.000 euro, 6.000 euro e 2.000 euro. Con veicoli Euro 0, 1 o 2, l’importo arriva rispettivamente a 11.000 euro, 8.000 euro e 3.000 euro. Per tutti questi incentivi è stabilito un prezzo massimo del modello acquistabile, al netto dell’Iva, fissato a 35.000 euro per le fasce di emissioni 0-20 e 61-135 e a 45.000 euro per la fascia intermedia 21-60.
Per quanto riguarda le prime due fasce di emissioni, è prevista una maggiorazione del 25% per i singoli componenti di un nucleo familiare con Isee inferiore a 30.000 euro, raggiungendo un bonus massimo di 13.500 euro per le auto elettriche. Per i redditi bassi, è possibile ottenere anche un bonus rottamando un veicolo Euro 5, che comporta un incentivo di 8.000 euro per la fascia 0-20 e 5.000 euro per la fascia 21-60. Confermati anche gli incentivi per gli altri tipi di veicoli annunciati nei mesi passati.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/ecobonus-auto-c-e-decreto-all-elettrico-quarto-dote-AFXlCKFD

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