Un 8 marzo per ribadire ancora una volta il rifiuto delle violenze sul lavoro. Mentre il numero di donne che subiscono molestie aumenta e le buone intenzioni non sono più sufficienti per affrontare la complessità di un problema che colpisce da sempre l’universo femminile. Così, anche quest’anno, la festa delle mimose si trasforma in un’occasione di riflessione. Un tema scottante, delicato e estremamente attuale. Una realtà ben delineata dalla freddezza dei dati riportati dalle parole di Dhebora Mirabelli, presidente dell’associazione 6Libera, che ha riunito politici, imprenditori e lavoratori in un convegno dal titolo “ molestie e violenze sul lavoro: politica e imprese a confronto”, tenutosi a Roma presso la Camera dei deputati, palazzo Theodoli-Bianchelli. L’intento è chiaro: analizzare la situazione e chiedere un’impegno maggiore per contrastare questa emergenza sociale. Secondo l’Istat, l’81% delle donne vittime di violenze sul lavoro non denuncia. Con cifre in mano, emerge che “una donna su 5, quasi il 23%, subisce molestie di natura psicologica o sessuale sul posto di lavoro, e tra le vittime si trovano soprattutto giovani e migranti, come indicato dall’ultima ricerca globale della convenzione internazionale Ilo”, sottolinea Mirabelli. Dalla collaborazione con la Fondazione Lloyd’s Register e la società di consulenza Gallup è emerso che l’88% delle lavoratrici non denuncia. C’è ancora molto lavoro da fare: la prima tappa è comprendere e conoscere il fenomeno, questo è il nostro obiettivo. Partendo dalla consapevolezza del forte gap informativo sull’argomento, è essenziale attivare strumenti per far luce su tutti gli aspetti, implementando le norme e gli interventi già esistenti.

Emerge quindi la necessità di sensibilizzare ulteriormente gli uomini, avviando una svolta culturale attraverso la formazione, affinché si sentano coinvolti in un reale processo di cambiamento. “Spesso arrivano provocazioni nei luoghi di lavoro – spiega Mirabelli – ci chiedono ‘perché 6Libera e non 6Libero?’ Rispondiamo che analizzando i dati emerge che in oltre il 90% dei casi il molestatore è stato un uomo, spesso inconsapevole del suo comportamento aggressivo”. Lo studio afferma che solo la metà delle vittime riconosce di essere stata vittima di violenze e molestie sul lavoro a livello globale. L’altra metà preferisce tacere per imbarazzo, sensi di colpa o ritiene che parlare non serva a nulla. “È essenziale raccogliere dati affidabili su violenze e molestie per affrontare queste sfide radicate”, sottolinea Mirabelli. Questo lavoro impegnativo richiede collaborazione tra politica, parti sociali e imprese socialmente responsabili.

Durante il dibattito, moderato dalla giornalista Rai Isabella Schiavone, sono intervenuti la senatrice Tilde Minasi, il vicepresidente Confapi Francesco Napoli, il direttore generale del Fapi Bruno Di Pietro e il vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Pietro Pittalis, per discutere sull’attuazione della legge di ratifica della convenzione internazionale Ilo sull’eliminazione di ogni forma di violenza nei luoghi di lavoro, firmata a Ginevra e ratificata in Italia. Durante l’incontro sono stati premiati gli imprenditori virtuosi selezionati come “Impresa Amica delle donne“, che hanno sostenuto l’Osservatorio 6Libera e si sono distinti per un comportamento eticamente irreprensibile.

Maggiori approfondimenti: http://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/molestie-e-violenze-sul-lavoro-politica-e-imprese-a-confronto-1.3263354

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