Il porto di Gioia Tauro ha superato anni di incertezze e rischi di depotenziamento per affermarsi come il principale hub italiano per il trasbordo dei container. Nonostante timori di chiusure, l’area portuale ha mantenuto costanti i volumi di traffico anche durante la pandemia e il blocco del Canale di Suez. Dal 2019 il porto registra performance record: nel 2025 sono stati movimentati 4,5 milioni di Teu, segnando una crescita del 14% rispetto al precedente periodo, e i dati dei primi sei mesi del 2026 confermano il ruolo di primo scalo italiano nel transhipment.
Il rilancio si basa oggi su un piano infrastrutturale orientato alla transizione energetica e alla sostenibilità ambientale, in linea con le nuove direttive europee sull’energia pulita nei trasporti. Tra gli interventi prioritari c’è l’elettrificazione delle banchine, misura fondamentale per la decarbonizzazione delle attività portuali. Il primo lotto dell’opera è già completato: è stata realizzata una cabina elettrica di grande potenza e installate tre prese mobili, omologate per 7,5 MW ed estendibili a 11 MW, lungo i primi 900 metri della banchina di Levante, destinate alle navi portacontainer in ormeggio.
È in avvio l’elettrificazione di un ulteriore tratto che porterà a cinque il numero delle prese elettriche disponibili per le grandi navi. L’investimento complessivo supera i 100 milioni di euro e comprende anche la realizzazione di una sottostazione, un’altra cabina per il cold ironing e interventi di dragaggio. Quasi 70 milioni provengono dal PNRR, 5 milioni dall’Autorità di sistema portuale e 6 milioni dal terminalista MCT; l’ente ha messo a disposizione ulteriori 30 milioni di fondi di bilancio, con la speranza di una ridistribuzione delle risorse del PNRR.
Per le banchine Ro‑ro, destinate al carico e scarico di veicoli, l’investimento previsto per l’elettrificazione è di 2,8 milioni di euro. È inoltre prevista la riqualificazione e l’adeguamento degli accosti e degli scivoli per migliorare la movimentazione delle vetture; il bando di gara per questi lavori ammonta a circa 5 milioni.
A lavori ultimati, la fornitura energetica complessiva prevista per il porto sarà di 160 MW, una potenza equivalente al fabbisogno energetico di una città di oltre 300.000 abitanti. Questo livello di approvvigionamento consentirà al porto di soddisfare le proprie esigenze operative e quelle del terminalista, azzerando le emissioni locali durante gli ormeggi.
Il terminalista sta inoltre implementando un piano di sviluppo che comprende l’elettrificazione delle gru per la movimentazione dei container, il potenziamento delle gru di banchina e l’automazione di parte della gestione dei piazzali: si tratta di un investimento in corso pari a circa 60 milioni di euro. Questi interventi sono necessari per adeguarsi agli standard europei e rafforzare il processo di modernizzazione del porto.
Con i lavori in corso, Gioia Tauro si sta affermando tra gli scali più avanzati in Italia sul fronte dell’innovazione energetica e della sostenibilità. La trasformazione infrastrutturale mira non solo a ridurre l’impatto ambientale ma anche a consolidare il ruolo strategico dello scalo nella logistica internazionale.
Sul piano della connettività globale, la riorganizzazione della logistica punta a sfruttare le nuove rotte commerciali: in un contesto geopolitico segnato anche dalla chiusura dello stretto di Hormuz, il porto calabrese si propone come snodo strategico verso il Golfo Persico. Il gruppo MSC collega gli Emirati Arabi passando per il Canale di Suez, rafforzando il ruolo di Gioia Tauro come punto multimodale cruciale per i traffici tra il Nord Europa e il Medio Oriente.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/porto-gioia-tauro-piano-cento-milioni-l-elettrificazione-AIIZURzD

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