L’indice PMI del settore manifatturiero italiano è salito a maggio a 52,9, rispetto a 52,1 di aprile, toccando il livello più alto da quattro anni. Un valore superiore a 50 segnala espansione dell’attività economica: il miglioramento è stato favorito, secondo S&P Global, dai tentativi dei clienti di costituire scorte di sicurezza a fronte di carenze di materiali e delle attese di nuovi aumenti dei prezzi.
A livello dell’area euro, l’indice PMI manifatturiero di S&P Global è invece sceso a maggio a 51,6, dopo il picco di 52,2 registrato ad aprile. Nonostante il calo, il dato resta tra i più elevati dalla metà del 2022. Il settore manifatturiero dell’eurozona ha segnato la quarta espansione mensile consecutiva, ma la ripresa appare in rallentamento a causa della stagnazione della domanda.
Secondo Chris Williamson, chief business economist di S&P Global Market Intelligence, il settore mostra segnali di difficoltà legati all’aumento dei prezzi e alle interruzioni nelle catene di fornitura connesse al conflitto in Medio Oriente. Le imprese manifatturiere hanno trasferito costi più elevati sui clienti, una dinamica che contribuirà probabilmente ad alimentare l’inflazione nei prossimi mesi, mentre la domanda risente dei maggiori livelli dei prezzi.
Nel dettaglio dei sottoindici per l’Italia, il sottoindice dei nuovi ordini è salito a 51,2 da 49,1 di aprile, raggiungendo il livello più alto degli ultimi sei mesi. Anche il sottoindice della produzione è aumentato, a 53,2 da 52,4, un livello che non si vedeva dal marzo 2023. S&P Global interpreta il miglioramento del portafoglio ordini come riflesso degli acquisti precauzionali dei clienti, motivati dalle carenze di materie e dalle previsioni di rincari.
Le pressioni sui costi nel manifatturiero italiano sono aumentate per il quinto mese consecutivo, in parte alimentate dal conflitto in Medio Oriente. Sul fronte dei prezzi al consumo, l’inflazione in Italia è salita al 3,3% a maggio (dato preliminare), spinta dall’impennata dei costi energetici.
Un sondaggio Reuters condotto su nove analisti aveva indicato per maggio una previsione di 51,9 per il PMI Italiano: il dato effettivo, quindi, ha superato le attese. Nel complesso, il comparto mostra segnali di vivacità, ma resta esposto a rischi legati all’aumento dei costi e alle tensioni sulle forniture che possono limitare ulteriori miglioramenti della domanda.
In sintesi, il manifatturiero italiano mantiene un ritmo di espansione dopo quattro anni, sostenuto da scorte precauzionali e dinamiche produttive positive, mentre l’area euro rallenta leggermente pur restando in fase di crescita rispetto ai livelli pre-2023.

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