Il governo ha annunciato un piano casa da 10 miliardi di euro con l’obiettivo di rendere disponibili oltre 100mila alloggi nell’arco di dieci anni. La strategia si articola su tre pilastri: edilizia residenziale pubblica (Erp), housing sociale e investimenti privati.
La premier ha richiamato la questione dell’accesso alla casa come una delle priorità sociali più sentite dagli italiani, sottolineando l’aumento dei prezzi sul mercato immobiliare e il peggioramento dell’indice di sforzo sul mutuo, che misura il rapporto tra stipendio netto e costi per mutuo o affitto. L’indice ha «significativamente superato il livello di guardia del 33%» nelle principali città, con Milano oltre il 47% e Roma vicina al 36%, rendendo difficile per i giovani l’acquisto di un immobile.
Il governo ha posto particolare attenzione alla cosiddetta “fascia grigia”: persone che lavorano e pagano le tasse ma che non rientrano nei requisiti per le case popolari né possono sostenere il mercato privato. Per rispondere a questa esigenza è stato messo a punto un pacchetto di misure presentato insieme ai ministri competenti e ai rappresentanti di Regioni e Anci.
Il primo pilastro riguarda l’edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata. Il piano prevede il recupero di 60mila alloggi popolari entro un anno, oggi non assegnati perché fuori norma, occupati abusivamente o bisognosi di interventi impiantistici e di manutenzione. In Lombardia la stima è di 17mila unità. Il ministero delle Infrastrutture ha messo a disposizione circa 5 miliardi; il fondo ad hoc partirà subito con 1,7 miliardi e si allargherà a risorse per la rigenerazione urbana. L’intero pacchetto, pari a circa 6 miliardi, sarà gestito da Invitalia e includerà anche progetti di recupero di edilizia residenziale sociale. Tra le soluzioni previste figura il modello rent to buy, che consente il riscatto dell’immobile in locazione.
Durante la discussione è emerso un acceso confronto sul ruolo delle soprintendenze e sulle procedure di avvio dei lavori di recupero, con il ministro delle Infrastrutture in dissenso con il ministro della Cultura in merito alla tutela del patrimonio storico-artistico. La situazione è stata ricomposta grazie a una mediazione politica e a una riunione tecnica prima del varo del provvedimento.
Il secondo pilastro è l’housing sociale, destinato in particolare alla “fascia grigia”. È prevista la creazione di un Fondo Housing Coesione da 100 milioni gestito da Invimit, che però mobiliterà ulteriori risorse arrivando a complessivi 3,6 miliardi, cifra collegata alla quota di coesione dopo la revisione. Invimit interverrà attraverso un fondo di fondi che selezionerà Sgr incaricate non tanto di acquistare immobili quanto di rimettere in circuito quelli oggi inutilizzati. Il vincolo d’uso sugli immobili sarà ventennale e i canoni saranno calmierati.
Il terzo pilastro punta sugli investimenti privati, con l’intervento di Cassa depositi e prestiti che metterà a disposizione un importo iniziale di 460 milioni. Lo Stato offrirà garanzie e semplificazioni procedurali per attrarre capitali privati, con la nomina di un commissario straordinario per investimenti superiori a un miliardo.
La premier ha inoltre ricordato il rafforzamento del Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa, gestito da Consap, che sarà rifinanziato con 670 milioni su base pluriennale e prevede una garanzia statale fino al 90% per le famiglie numerose. Secondo il presidente di Consap, un mutuo su cinque in Italia è oggi garantito da questo strumento.
Il presidente di Federcasa ha espresso soddisfazione per l’attenzione riservata al recupero dei 60mila alloggi sfitti e per l’inclusione della costruzione di alloggi pubblici nella programmazione complessiva dei 100mila alloggi previsti dal piano.
Le misure saranno declinate attraverso un decreto legge sul piano casa e un ddl sugli sfratti, i provvedimenti ritenuti necessari per attuare gli interventi in tempi rapidi.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/in-10-anni-100mila-nuovi-alloggi-meloni-vara-piano-casa-10-miliardi-AI57cloC

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