Allegria! La Banca centrale europea ha reso noto il resoconto della riunione di politica monetaria del 4-5 febbraio, rivelando un panorama di un’economia dell’eurozona “sorprendentemente resistente” pur circondata da un’incertezza globale “radicale”. Nonostante le sfide, il Consiglio direttivo ha confermato la stabilità dei tassi, prevedendo un’eventuale stabilizzazione dell’ inflazione al target del 2% nel medio termine. La recente guerra in Iran, con impatti sui flussi petroliferi e possibili conseguenze sull’ inflazione, è ora parte delle preoccupazioni della Bce, che potrebbe sollevare i tassi se il conflitto si protrarrà a lungo, come spiegato da Luis de Guindos di Francoforte. Tuttavia, la presidente Christine Lagarde sottolinea che rispetto ai precedenti avvenimenti globali del 2022, la Banca è pronta a valutare attentamente la situazione in essere e ad agire tempestivamente.
“Abbiamo un’impostazione sull’ inflazione definita nella nostra strategia come simmetrica al 2% nel medio termine. L’ultima misurazione è stata del 1,9% il mese scorso, mentre il nostro obiettivo a medio termine è del 2%. I tassi di interesse sono al 2%. E se si osserva l’analisi del nostro team alla Bce, siamo all’interno del range del tasso neutrale, un’area in cui la politica monetaria non è né accomodante né restrittiva”, ha affermato Lagarde durante un discorso a Bologna per la 2026 Annual Global Risk Lecture in onore di Robert Mundell organizzata dalla Johns Hopkins University. In questo contesto, si fa riferimento alla crescente incertezza globale causata dalla guerra in Iran e dalle nuove minacce tariffarie degli Stati Uniti. Lagarde ha indicato che la Banca è pronta a reagire partendo dal livello attuale del 2%, evitando così una situazione come quella verificatasi durante l’invasione russa dell’Ucraina che ha costretto la Bce, precedentemente in una fase espansiva, a un rialzo significativo dei tassi. Il tour italiano della presidente della Bce ha anche visto spazio per proteste contro le politiche europee.
In incontri con studenti e accademici, Lagarde ha preferito concentrarsi sulla promozione della difesa comune europea: “Mi auguro che si intraprenderanno azioni per sviluppare un finanziamento comune per i beni pubblici, e la difesa comune è uno di questi settori cruciali”. Lagarde ha inoltre menzionato l’importanza di un’ euro digitale e della sovranità monetaria, rispondendo implicitamente alle azioni degli Stati Uniti. La Bce si impegna a garantire un’alternativa europea nei pagamenti e nel sistema finanziario per preservare il controllo su una possibile instabilità nel mondo. La presentazione finanziaria a cura di Isabel Schnabel ha evidenziato come i mercati abbiano imparato a valutare le tensioni geopolitiche con attenzione.
Gli investitori, seppur mantenendo un approccio a maggiore rischio, hanno cominciato a proteggersi da possibili eventi estremi riallocando capitali verso oro e riducendo l’esposizione agli asset in dollari. La valutazione in ribasso del dollaro ha comportato un apprezzamento dell’euro rispetto alla valuta statunitense. La Bce ha specificato che questo movimento è stato guidato principalmente dalla debolezza del dollaro piuttosto che dalla forza dell’euro. Nonostante le sfide globali, l’eurozona ha continuato a mostrare una resistenza superiore alle aspettative, con un incremento del Pil dello 0,3% nel trimestre precedente. Tuttavia, emerge una crescente preoccupazione riguardo a una possibile “seconda ondata di shock cinese”, considerando la Cina come un concorrente principale dell’Europa in vari settori economici interni ed esterni.

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