Un passo avanti verso una regolamentazione più incisiva degli affitti brevi in Europa è stato compiuto con l’annuncio della Commissione europea riguardo alle misure volte a proteggere le aree ad alto stress abitativo. Nell’anno in corso si profila una proposta normativa che mira a limitare gli impatti negativi causati da questa pratica diffusa. Secondo il commissario europeo Dan Jørgensen, è imprescindibile agire per evitare che i residenti vengano spinti fuori dal mercato della casa, soprattutto nei luoghi di origine o di elezione.
Le misure proposte, che non prevedono divieti assoluti ma severi limiti, includono la definizione di aree con elevato stress abitativo, soprattutto nei centri storici delle grandi città come Firenze, Venezia, Napoli, Roma e Milano. Qui le locazioni brevi rischiano di raggiungere livelli insostenibili per la comunità locale. Di conseguenza, saranno introdotte restrizioni mirate che consentiranno alle amministrazioni locali, autorizzate dalla normativa, di regolamentare e limitare l’impatto negativo delle locazioni turistiche, cercando di bilanciare i benefici per la città.
Una delle possibili restrizioni potrebbe essere l’istituzione di un numero massimo di notti affittabili l’anno o la limitazione degli affitti brevi solo durante la stagione estiva, con l’obbligo di destinare gli immobili a studenti per il resto dell’anno. Inoltre, si procederà a differenziare gli host professionali da quelli non professionali, al fine di garantire condizioni di concorrenza leale nel settore dell’alloggio, rispettando standard elevati di sicurezza e tutela dei consumatori.
Unitamente a queste limitazioni degli affitti brevi, saranno attivati altri interventi volti a favorire la presenza di immobili a prezzi accessibili nelle zone ad alto stress abitativo, consentendo alle autorità locali di intervenire più efficacemente sul fronte urbanistico. Le norme in preparazione saranno affiancate da un regolamento europeo che punta a incrementare la trasparenza nel settore, stabilendo regole comuni sull’identificazione delle proprietà in affitto e sulla condivisione dei dati tra le piattaforme online e le autorità nazionali. Questo avrà l’obiettivo di garantire un maggiore monitoraggio e controllo fiscale, contribuendo a rendere più sostenibile e equo il mercato degli affitti brevi in tutta l’Unione Europea.

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