Un leggero incremento dello 0,9% a prezzi costanti, dopo un calo di quattro decimali l’anno precedente, dimostra una frenata diffusa in quasi tutti i settori dell’Industria italiana, ad eccezione del largo consumo e dell’Ict. Le proiezioni di Cerved sul trend dei ricavi della Manifattura nazionale non lasciano spazio all’ottimismo e si allineano con le valutazioni più ampie provenienti da vari istituti di ricerca, che indicano ancora una volta un modesto progresso. Nell’anno in corso, si prevede che la maggior parte dei settori registrerà avanzamenti dell’ordine del punto percentuale, con alcuni comparti specifici come la carpenteria metallica e le opere di ingegneria che potrebbero beneficiare del rimbalzo dovuto all’ultimo anno di implementazione del Pnrr. Tuttavia, la media sarà trascinata verso il basso, in particolare dall’industria della moda che evidenzia una diminuzione dei ricavi del 2,5%, influenzata dalle difficoltà sia sul mercato interno che su quello internazionale a causa della crescente concorrenza delle piattaforme di e-commerce. Settori come il lusso e le aziende orientate all’export potrebbero risentire di una diminuzione dei consumi, specialmente in Europa e in Estremo Oriente.
Gli analisti di settore anticipano che il 2026 potrebbe vedere un recupero di un punto percentuale a prezzi costanti per l’Industria italiana, con un aumento del 2,2% in termini di valori correnti (equivalente al +2,5% secondo le stime di Cerved), corrispondente a un incremento di 25 miliardi di euro, portando il totale a 1440 miliardi, superando i livelli precedenti alla pandemia. Le sfide attuali sono complesse, considerando che alcuni ostacoli come i dazi, la situazione dell’industria automobilistica, la stagnazione tedesca e altre incertezze globali persistono e influenzano il settore manifatturiero.
Il panorama del Commercio internazionale è stato influenzato da diverse variabili, con imposizioni fiscali e dazi che hanno comportato un aumento dei costi per molteplici comparti. Tuttavia, alcune aree come il settore farmaceutico hanno registrato notevoli incrementi nei ricavi, contribuendo a sostenere la crescita complessiva. L’Italia, insieme ad altri Paesi, ha dovuto adattarsi a contesti economici mutevoli, rivedendo al rialzo le previsioni per il futuro prossimo. La ripresa economica è legata a fattori interni ed esterni, con la speranza che gli investimenti in difesa e Infrastrutture possano stimolare la Domanda interna ed esterna per i prodotti Made in Italy.
Il 2026 si prospetta come un anno in cui l’Industria italiana dovrà affrontare sfide e opportunità, dimostrando flessibilità e adattabilità per consolidare la ripresa economica e il rilancio della Competitività sul Mercato globale.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/nubi-2026-manifattura-avanti-adagio-export-auto-e-germania-incognite-AHSLfHrD

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