BRUXELLES – Di fronte alla minaccia di respingimento della propria proposta di bilancio comunitario per il periodo 2028-2034, la Commissione europea ha intrapreso misure per avvicinarsi al Parlamento, proponendo variazioni alla bozza presentata a luglio. L’obiettivo è di soddisfare le necessità del settore agricolo e delle regioni. In seguito a un incontro tra le principali istituzioni comunitarie, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha definito la discussione come “costruttiva”. La proposta comunitaria mira a una maggiore centralizzazione della spesa, tramite piani nazionali incaricati di indirizzare i Fondi europei a livello locale. Inoltre, unifica i fondi per la coesione e quelli per l’ agricoltura. I principali gruppi parlamentari, in una lettera recentemente inviata alla Commissione, si sono opposti alla struttura appena presentata, richiedendo modifiche e minacciando il rifiuto preventivo del testo. In risposta alle critiche parlamentari, la Commissione europea ha accettato di apportare alcune modifiche. In primo luogo, si è impegnata ad introdurre un ulteriore “controllo a livello regionale” nella definizione dei piani nazionali per la gestione dei finanziamenti comunitari, garantendo alle autorità regionali un’interazione diretta con la Commissione europea. Le regioni meno sviluppate potranno beneficiare di “specifiche salvaguardie”. Per quanto riguarda l’aspetto agricolo, la Commissione propone di sottolineare il carattere comune della politica agricola nella legislazione, garantendo con un “obiettivo rurale” la continuità degli investimenti nelle aree rurali. In sostanza, la Commissione propone di destinare almeno il 10% del bilancio nazionale all’ agricoltura, che, secondo la proposta di luglio, riceverebbe 300 miliardi di euro in sette anni. I principali gruppi parlamentari hanno richiesto una revisione del bilancio proposto. La questione sarà discussa in plenaria mercoledì. Solo a quel punto sarà chiaro se le misure proposte dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen rassicureranno la maggioranza dei deputati. Mentre Farm Europe ha considerato le proposte solo “concessioni minime”, Conf agricoltura da Roma le ha definite “fortemente negative”. Anche Coldiretti ha espresso critiche. Oltre allo scontro tra Commissione e Parlamento, e tra il Partito Popolare e la Presidente von der Leyen, che rappresenta tale partito, la vicenda mette in evidenza una disputa tra Consiglio e Parlamento. Quest’ultimo ha un ruolo limitato nella definizione del bilancio: in base ai Trattati, ha solo il potere di approvare o respingere il testo finale. In questa occasione ha cercato di essere proattivo, irritando i paesi membri con chiare competenze in materia di bilancio. Secondo fonti vicine alle istituzioni, la presidenza danese dell’ Unione europea ha rilevato che molte delle proposte della Commissione coincidono con i suggerimenti avanzati dai paesi membri durante i negoziati in corso. Il governo danese intende presentare un primo compromesso a dicembre. Oltre alla lettera inviata, Bruxelles ha consegnato al Consiglio e al Parlamento otto pagine di modifiche legislative al testo presentato a luglio.

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