Dalle bonifiche ambientali delle aree minerarie e industriali degradate alla costituzione di comunità energetiche, passando per la ricerca, la realizzazione di nuove forme di economia e l’inserimento al lavoro di donne e persone con disabilità e le smart grid. Sono alcuni aspetti compresi nelle 19 procedure che caratterizzano il piano esecutivo per il rilancio del Sulcis Iglesiente attraverso le risorse previste dal Just transition fund. A disposizione delle 19 linee ci sono poco meno di 371 milioni di euro (370,919). Un passo importante è stato fatto perché adesso, con queste linee d’azione si parte con i bandi finalizzati all’utilizzo delle risorse. La quota più importante dell’intero ammontare è stata destinata alle bonifiche ambientali. A disposizione ci sono 145 milioni di euro. Di queste risorse 80 milioni sono stati assegnati al progetto per la bonifica dell’area ex mineraria per cui è già previsto il progetto esecutivo. L’azione è finalizzata al miglioramento dell’ambiente del Sulcis Iglesiente e della qualità della vita e della salute dei suoi abitanti. L’obiettivo dell’azione è quello di risanare i terreni contaminati al fine di garantirne il riutilizzo sia come aree verdi sia come aree da destinare ad attività produttive. Ci sono poi anche 28,5 milioni per la costituzione di comunità energetiche rinnovabili, la procedura è in fase di progettazione, ci sono a disposizione 28,5 milioni di euro. La misura prevede la concessione di contributi economici per coprire i costi per gli studi di fattibilità e la costituzione delle Cer. Ai primi di maggio partiranno poi altri due bandi che riguardano il sostegno alle imprese. Nello specifico si tratta di interventi a sostegno delle imprese e di nuove imprese che vogliono presentare progetti nell’ambito della transizione energetica ed economica. Nello specifico le due misure hanno una dotazione di 20 milioni una e 50 milioni l’altra. Quattro milioni e mezzo di euro sono destinati alle iniziative su smart grid. Nello specifico è previsto il supporto alla realizzazione di sistemi intelligenti di distribuzione e stoccaggio dell’energia tramite l’individuazione di uno o più soggetti pubblici in ambito regionale al fine di sfruttare le diverse tecnologie di accumulo e le soluzioni software per arrivare ad un sistema per lo stoccaggio di energia idroelettrica che sfrutta tecnologie esistenti con un metodo innovativo che permetta anche di sfruttare i siti minerari dismessi. In questo caso potrebbero esserci modifiche alla dotazione finanziaria. Un altro progetto, già in fase di realizzazione e che vale poco meno di 20 milioni di euro, è quello relativo al progetto strategico Power to Green Fuels, finalizzato alla dimostrazione tecnologica su scala commerciale della tecnologia di produzione di metanolo sintetico da energia elettrica rinnovabile (attraverso la produzione di idrogeno verde) e dall’anidride carbonica separata direttamente dall’aria. Altre risorse, seguendo linee differenti anche per la formazione, aggiornamento ma anche alta formazione del personale delle imprese e sostegno per l’inserimento al lavoro di donne e disabili. L’obiettivo è quello di abbattere i tempi di attesa per questo motivo, dove c’è la possibilità, come avviene nel campo energetico, stiamo portando avanti la procedura negoziata. Una modalità che permette di velocizzare le tempistiche dare risposte in tempo rapidi e che vorremmo estendere anche alle altre linee d’azione.

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