L’incertezza e la preoccupazione per il futuro sono diventati due binari spaventosi per i dipendenti della Sider Alloys di Portovesme. L’azienda ha acquisito gli impianti per la produzione di alluminio primario dall’Alcoa nel febbraio 2018, avviando un ambizioso progetto di rilancio da oltre 150 milioni di euro. Tuttavia, recenti eventi hanno generato ulteriore ansia tra i lavoratori.
L’apertura di un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Cagliari su una questione legata ai rifiuti ha gettato ombre sul futuro dell’azienda. Sigilli sono stati posti alla sala elettrolisi e a diversi padiglioni dopo un blitz investigativo da parte del Corpo forestale, della vigilanza ambientale, dell’ASL e dell’ARPAS. Le indagini sono in corso con attualmente due soggetti indagati.
I sindacati, che da tempo richiedevano un incontro urgente al MIMIT per discutere del piano di rilancio, hanno espresso preoccupazione e chiesto controlli più rigorosi. L’attenzione si concentra ora sugli sviluppi delle indagini in corso e sul coinvolgimento di potenziali nuovi azionisti per garantire il futuro delle produzioni e dei lavoratori.
Parallelamente, il settore metallurgico non ferroso, in particolare lo zinco, affronta sfide legate ai costi energetici elevati che ostacolano il rilancio delle produzioni. Le organizzazioni sindacali dei chimici stanno lavorando per risolvere questa problematica e favorire il progresso dell’industria.
In un momento cruciale per i lavoratori, riuniti anche in assemblea per discutere della situazione, le pressioni sul governo da parte dei sindacati aumentano. È imperativo che il MIMIT convochi al più presto riunioni d’urgenza per affrontare le questioni attuali e delineare i passi futuri per sostenere la fabbrica e gli investimenti.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/sider-alloys-sindacati-pressing-il-mimit-e-timori-i-lavoratori-AGBWtl3C

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