L’ Indice PMI Manifatturiero in Eurozona ha confermato la sua stagnazione, rimanendo costantemente a 45,8 punti sia ad agosto che a luglio. Secondo quanto riportato da S&P Global, l’indice chiave ha mantenuto valori al di sotto della soglia di non cambiamento, fissata a 50, sin dal luglio del 2022. Le principali economie dell’Eurozona, Germania e Francia, hanno contribuito in modo significativo al deterioramento complessivo registrato ad agosto, con il settore manifatturiero in entrambi i Paesi in peggioramento. Tuttavia, segnaliamo che Grecia, Spagna e Irlanda sono riuscite a evidenziare una crescita, sebbene in Grecia e Spagna i tassi di miglioramento abbiano subito una flessione. Secondo Cyrus de la Rubia della Hamburg Commercial Bank, “la situazione si sta deteriorando rapidamente. Il settore manifatturiero è bloccato in una spirale negativa, con un peggioramento delle condizioni aziendali mantenuto costante da ben tre mesi consecutivi, portando la recessione a superare i 26 mesi”. De la Rubia ha anche sottolineato che “i nuovi ordini, sia a livello nazionale che internazionale, continuano a rallentare, minando ogni prospettiva di una ripresa a breve termine”. L’indice relativo ai nuovi ordini è sceso a 43,3 da 44,1, raggiungendo il minimo da dicembre. Inoltre, la domanda proveniente dall’estero ha subito il più rapido calo dell’anno, poiché i produttori hanno aumentato i prezzi per la prima volta in 16 mesi, spinti dai dati negativi provenienti dalle fabbriche in Francia, Paesi Bassi, Grecia e Italia. Questo aumento potrebbe mettere in difficoltà la Banca Centrale Europea, che si trova a fronteggiare l’ Inflazione nei servizi e il calo dei prezzi nel settore manifatturiero, complicando gli sforzi per mantenere la dis Inflazione“. A dispetto di ciò, i dati ufficiali preliminari diffusi venerdì hanno mostrato che l’ Inflazione complessiva nell’area valutaria è scesa al minimo triennale del 2,2% ad agosto, avvalorando l’idea di ulteriori misure espansive da parte della Banca Centrale Europea. Secondo la maggioranza degli economisti intervistati in un sondaggio Reuters di agosto, la Banca Centrale Europea taglierà il suo tasso di deposito altre due volte quest’anno, ad settembre e a dicembre, quantità di riduzioni inferiore rispetto a quanto attualmente previsto dai mercati.
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