I prezzi alla produzione dell’industria in Italia hanno registrato ad aprile 2026 un aumento medio del 6,8% su base annua, segnando un’accelerazione rispetto al +4,2% di marzo. L’incremento congiunturale è pari allo 0,3%. Tuttavia, l’andamento aggregato nasconde forti differenze tra i settori: è soprattutto il comparto energetico a spingere verso l’alto la dinamica dei listini.
Nel dettaglio, sul mercato interno i prezzi sono sostanzialmente stazionari su base mensile (+0,1%) ma crescono dell’8,8% su base annua (era +5,4% a marzo). Al netto dell’energia, la variazione congiunturale è più intensa (+0,6%) mentre la crescita tendenziale scende al 2,0% (da +1,5% di marzo), segnale che l’aumento complessivo resta fortemente influenzato dall’andamento dei prezzi energetici.
L’energia, infatti, registra rincari su base annua prossimi al 23%: il settore dei prodotti petroliferi mostra aumenti ancora più marcati, con un +71% su base annua per alcuni prodotti. L’Istat segnala che la comparazione con aprile 2025 amplifica la crescita tendenziale dell’energia, poiché allora si erano rilevati ampi ribassi dei prezzi del comparto.
Sul mercato estero i prezzi alla produzione salgono dello 0,6% su base mensile e dell’1,7% su base annua; nello specifico le variazioni mensili sono +0,9% nell’area euro e +0,3% nell’area non euro, mentre le corrispondenti variazioni tendenziali sono +2,1% e +1,5%.
Nel trimestre febbraio-aprile 2026 i prezzi alla produzione dell’industria aumentano del 3,4% rispetto al precedente: la crescita è più marcata sul mercato interno (+4,3%) rispetto a quello estero (+1,1%).
Fra le attività manifatturiere, ad aprile l’incremento tendenziale maggiore sul mercato interno riguarda coke e prodotti petroliferi raffinati (+79,1%). Seguono comparti come i prodotti chimici e la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, entrambi con +5,6%. Sul mercato estero, gli aumenti più evidenti si osservano per coke e prodotti petroliferi raffinati (+32,2% nell’area non euro), altre industrie manifatturiere e riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+6,2% area euro e +11,6% area non euro) e mezzi di trasporto (+4,8% area euro).
Per alcuni comparti i prezzi fanno registrare addirittura lievi riduzioni tendenziali: fra questi si segnalano l’alimentare, il tessile-abbigliamento e l’elettronica, che non seguono quindi la linea ascendente generale determinata dall’energia.
Nel settore delle costruzioni, ad aprile 2026 i prezzi alla produzione per edifici residenziali e non residenziali aumentano dell’1,1% su base mensile e del 2,5% su base annua (era +1,8% a marzo). I prezzi per strade e ferrovie crescono dell’1,6% su base congiunturale e del 4,7% su base annua (da +3,0% a marzo); l’aumento congiunturale complessivo è attribuito soprattutto ai rialzi dei costi dei materiali e dei carburanti.
Complessivamente, quindi, sebbene la temuta impennata dei prezzi alla produzione non si sia manifestata su scala omogenea nei diversi settori, l’energia continua a esercitare un effetto trainante che richiederà tempo per trasferirsi pienamente alle fasi successive della filiera produttiva.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/sui-listini-industriali-68percento-pesa-l-energia-23percento-giu-alimentari-moda-ed-elettronica-AIXslfKD

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