La Sicilia si presenta oggi con due immagini contrastanti rispetto alla gestione dei rifiuti. La prima è quella emersa alla fiera Ecomed – Green Expo del Mediterraneo a Misterbianco: la Commissione europea ha dato il via libera all’aggiornamento del piano rifiuti regionale e alla cornice di investimenti stimata complessivamente in 1,5 miliardi di euro. Nella presentazione della struttura commissariale vengono dettagliati 357,4 milioni per piattaforme di selezione, recupero e raffinazione dell’indifferenziato; 145 milioni per impianti di selezione della raccolta differenziata; 63,3 milioni per l’ampliamento delle discariche pubbliche; e 800 milioni per la realizzazione di due termovalorizzatori a Palermo e Catania. Le voci esplicitate arrivano a circa 1,366 miliardi, mentre il plafond di 1,5 miliardi sembrerebbe ricomprendere un perimetro più ampio di interventi e fondi già assegnati.
L’obiettivo dichiarato è portare il conferimento in discarica entro il limite europeo del 10% dei rifiuti urbani entro il 2035, non un azzeramento immediato ma la trasformazione delle discariche in una soluzione residuale all’interno di un sistema fondato sulla raccolta differenziata, sul recupero di materia, sulla produzione di CSS e sulla valorizzazione energetica. Corrado Clini, già ministro dell’Ambiente e presidente onorario del Comitato scientifico di Ecomed, ha sottolineato che l’aggiornamento del piano poggia su “fondi veri”, non su semplici richieste di finanziamento, e che non risulterebbe un altro caso simile in Italia di approvazione formale da parte della Commissione europea.
La seconda immagine è meno ordinata: pochi giorni prima della presentazione a Misterbianco la Sicilia ha affrontato un’altra criticità della filiera. Rifiuti bloccati, costi in aumento e circa 200 comuni della Sicilia orientale esposti alle difficoltà dell’impianto di Lentini e alla dipendenza da sbocchi fuori regione o all’estero. Secondo quanto riportato da Repubblica Palermo, i costi di smaltimento sarebbero saliti da 250 a 400 euro a tonnellata. È dentro questa doppia realtà — programmazione ambiziosa e fragilità operativa — che si gioca la riuscita del piano.
L’operazione è guidata dal presidente della Regione Renato Schifani, il cui incarico di commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata è stato prorogato per tre anni a marzo. La nuova architettura mira al superamento progressivo degli impianti TMB, storicamente legati allo smaltimento in discarica, sostituendoli con piattaforme per la selezione, il recupero e la raffinazione. Il modello di gestione prevede il recupero di materie prime seconde, la produzione di CSS-C e il trattamento della frazione organica. Salvo Cocina, coordinatore dell’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica, ha evidenziato che i numeri mostrano il passaggio dalla teoria alla pratica e ha indicato una produzione stimata di CSS-C pari a 350mila tonnellate l’anno, destinata ad alimentare anche i futuri termovalorizzatori e a ridurre la dipendenza dagli sbocchi esterni.
La rete pubblica finanziata dal commissario è articolata in quattro blocchi. Il primo comprende otto piattaforme di selezione, recupero e raffinazione a Sciacca, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Melilli e Trapani per 357,4 milioni. Il secondo include sette piattaforme di selezione dalla raccolta differenziata a Sciacca, Catania, Grammichele, Milazzo, Palermo, Vittoria e Trapani per 145 milioni. Il terzo blocco riguarda gli ampliamenti delle discariche pubbliche a Sciacca, Gela, Enna, Palermo, Castellana Sicula e Trapani, con una capacità complessiva di 4,4 milioni di metri cubi e un investimento di 63,3 milioni: una misura intermedia necessaria per garantire volumi temporanei e prevenire il collasso del sistema durante la transizione.
L’assessore regionale all’Energia, Francesco Colianni, collega il nuovo Piano alla realizzazione dei due termovalorizzatori di Palermo (Bellolampo) e Catania (Pantano d’Arci), descrivendoli come opportunità per produrre energia e candidare la Sicilia a “hub energetico” nazionale. La presentazione commissariale indica una dotazione di 800 milioni nell’ambito dell’Accordo di coesione 2021-2027; i due impianti avranno una capacità complessiva di 600mila tonnellate l’anno (300mila tonnellate ciascuno) e una potenza elettrica totale stimata in 50 MWe.
Il primo banco di prova operativo è la consegna dei progetti di fattibilità tecnico-economica (PFTE), prevista per il 30 aprile, con la Regione che assicura il rispetto dei termini. Successivamente seguiranno verifiche, pareri, la Valutazione di impatto ambientale, la gara per l’appalto integrato, l’aggiudicazione, il progetto esecutivo, i lavori e il collaudo. Il cronoprogramma punta alla messa in esercizio degli impianti nel 2028, mentre l’effetto pieno sulla chiusura del ciclo è collocato nel 2029.
I dati più aggiornati sul sistema sono quelli del Rapporto rifiuti urbani ISPRA 2025, con riferimento al 2024; la programmazione illustrata a Ecomed tuttavia è costruita sui flussi ISPRA 2023: 2,153 milioni di tonnellate di rifiuti urbani complessivi, di cui 957.709 tonnellate di indifferenziato e 1.188.879 tonnellate di raccolta differenziata. Nel 2024 la raccolta differenziata nazionale ha raggiunto il 67,7%, mentre la Sicilia resta al 55,5%, sotto l’obiettivo regionale del 65%. Nel dato regionale pesano i ritardi delle grandi città: secondo Legambiente Palermo è al 17,31% e Catania al 33,55%, due valori che rappresentano un fattore decisivo per la saturazione delle discariche e la necessità di esportare rifiuti.
Il Piano segna dunque un cambio di fase e promette infrastrutture per piattaforme, recupero di materia, produzione di CSS e termovalorizzatori, con le discariche ridotte a ruolo residuale. La sfida rimane però la traduzione della programmazione in realizzazione concreta. La Sicilia continua a presentare un sistema esposto a colli di bottiglia come l’impianto di Lentini, alla necessità di ampliare Bellolampo e alla debolezza della raccolta differenziata nelle aree metropolitane: fattori che determineranno il successo o il fallimento della transizione in corso.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/rifiuti-svolta-sicilia-prova-cantieri-AINyDqkC

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