A febbraio il Made in Italy resta sostanzialmente stabile: dopo il calo registrato a gennaio, l’export Italiano chiude il secondo mese dell’anno con una variazione media pari a -0,2%. Il risultato è fortemente segnato dalla debole domanda in Europa, dove le vendite calano di quasi tre punti, mentre nei mercati extra‑Ue si osserva una crescita del 2,8%.
Quasi tutti i comparti risultano in territorio negativo a febbraio, con alcune eccezioni come il legno, la farmaceutica e i metalli che mostrano performance positive. L’Istat sottolinea come la dinamica mensile e tendenziale delle vendite sia parzialmente condizionata dall’impatto delle esportazioni legate alla cantieristica navale: al netto di queste voci ad elevato valore, la crescita congiunturale dell’export sarebbe più contenuta (+1,8% rispetto a +2,6%) e la variazione tendenziale si attesterebbe a +0,9%.
Sul fronte dei singoli mercati, la crescita tendenziale verso gli Stati Uniti rimane sostenuta (+8%), ma è concentrata soprattutto sulla farmaceutica (+32%) e sugli altri mezzi di trasporto, settori in forte aumento. L’aumento delle esportazioni verso la Svizzera è spiegato in gran parte dall’incremento delle vendite di metalli. Diversa la situazione con la Germania, dove l’export Italiano registra una marcata flessione (-15,4%): anche in questo caso il dato è influenzato dalle vendite di mezzi di navigazione marittima rilevate a febbraio 2025; depurando il valore di queste operazioni, la contrazione delle vendite verso la Germania si ridurrebbe allo 0,7%.
Nel bilancio dei primi due mesi del 2025 l’export Italiano segna comunque un calo del 2,2%, pari in valore assoluto a circa 2,2 miliardi di euro.
Anche le importazioni mostrano una contrazione a febbraio, trainata in particolare dal calo dell’energia, che su base annua perde quasi 30 punti percentuali. Escludendo l’energia, gli acquisti dall’estero aumentano del 2,7%, con progressi diffusi tra le diverse categorie di beni.
Tra le tendenze più rilevanti emerge la forte accelerazione delle importazioni di automobili dalla Cina: a febbraio gli arrivi di vetture cinesi crescono di quasi il 50% rispetto a febbraio dell’anno precedente, a fronte di un incremento del 10% per il mercato globale delle importazioni di auto. Ne consegue un aumento della quota di mercato della Cina sulle importazioni italiane di auto, passata dal 4,4% nei primi due mesi del 2025 (pari a 280 milioni di euro) al 6,7% a febbraio.
Un altro fenomeno marcato riguarda gli acquisti di principi attivi farmaceutici dalla Cina, che a febbraio raggiungono un valore di 1,2 miliardi di euro, il doppio rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Sul versante opposto si conferma il calo delle importazioni da Mosca: a febbraio il valore degli acquisti dall Russia si attesta a soli 86 milioni di euro, livelli prossimi ai minimi storici e molto lontani dai picchi di aprile 2022, quando l’import italiano dalla Russia superò i 3,1 miliardi di euro, venti‑trenta volte tanto a causa della crisi energetica e dell’impennata dei prezzi del gas dopo l’invasione dell’Ucraina.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/made-italy-palo-02percento-boom-import-auto-cina-AIph4lXC

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