Il settore dell’arredo e del design italiano chiude il 2025 confermando la propria leadership in Europa con un fatturato di 26,7 miliardi di euro. Il risultato segna una leggera crescita (+0,5%) rispetto all’anno precedente, nonostante il quadro internazionale segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dall’incertezza sui prezzi e sui flussi energetici.
Secondo lo studio “Il mobile e design made in Italy: sfide e opportunità in un mercato in continua evoluzione” di Intesa Sanpaolo, l’Italia mantiene il primato davanti alla Germania, che registra una produzione del valore di 21,7 miliardi. I principali competitor europei mostrano invece una performance più debole: Germania -2,9%, Polonia -0,3% e Francia -4,5%.
Determinante per la tenuta e la crescita del comparto è stato il contributo dei mercati esteri, affiancato da un solido presidio del mercato interno. La bilancia commerciale del settore registra un avanzo di 8,4 miliardi di euro, tra le più rilevanti nell’industria manifatturiera italiana.
Lo studio di Intesa Sanpaolo delinea tre possibili scenari sull’evoluzione della crisi in Medio Oriente. Nell’ipotesi ritenuta plausibile, che contempla una chiusura dello stretto di Hormuz fino a metà maggio seguita da una graduale normalizzazione dei flussi energetici e da una discesa dei prezzi nella seconda parte dell’anno, per il 2026 si attende un lieve aumento del mercato interno. A sostenere la domanda saranno il segmento immobiliare e il turismo, in particolare l’hospitality di fascia alta, con nuove aperture e operazioni di rinnovo degli interni. L’incertezza globale potrebbe paradossalmente rafforzare l’attrattività dell’Italia come destinazione per progetti di alta gamma.
Sul fronte export, le vendite estere dovrebbero complessivamente reggere, con performance positive in diversi mercati europei: Germania (+2,2%), Regno Unito (+5%) e Spagna (+1,5%), a fronte di un leggero calo in Francia (-2,4%). Tra i paesi emergenti emergono segnali di crescita: Emirati Arabi Uniti (+2%) e Turchia (+43,5%). Notevole è anche l’aumento delle vendite in Canada (+9%), che ha portato il paese nella Top Ten delle destinazioni dei mobili italiani.
Al contrario, le esportazioni verso gli Stati Uniti segnano un calo dell’8,2%, pur mantenendo gli Usa come secondo mercato di sbocco, penalizzate dal cambio e dalle incertezze connesse alla politica commerciale statunitense. La Cina, al settimo posto tra i mercati di destinazione, registra un -4,7% a causa delle difficoltà nella ripresa della domanda interna legata alla crisi del settore immobiliare.
I distretti industriali restano il nucleo produttivo del settore: hanno generato l’83% dell’avanzo commerciale 2025 (6,9 miliardi di euro) e mostrato una tenuta delle esportazioni (-0,3%, pari a 9 miliardi). Tra le performance positive si segnalano il Mobile di Pordenone (+7,7%), il Mobile imbottito della Murgia (+8,9%), il Legno arredo dell’Alto Adige (+10,1%) e i mobili in stile di Bovolone (+20,6%). Hanno invece registrato un lieve arretramento i distretti del Legno arredo della Brianza (-1,8%) e di Treviso (-3,3%), che rimangono comunque i principali poli per valore esportato.
La capacità dei distretti di riallocare i flussi commerciali è emersa chiaramente: la Brianza ha recuperato terreno con una crescita in Turchia (+23%), compensando parzialmente cali negli Stati Uniti (-12%) e in alcuni mercati europei. Treviso ha bilanciato le difficoltà in Francia e Nord America grazie a risultati positivi in Canada (+27,5%), Turchia (+35,4%) e Olanda (+14,9%).
Le analiste di Intesa Sanpaolo sottolineano la necessità di ampliare la diversificazione dei mercati di sbocco, guardando a aree in crescita come India, America Latina e Sudest asiatico, anche alla luce dei nuovi accordi commerciali dell’Unione Europea. Il posizionamento dei prodotti italiani nel segmento di alta gamma resta un punto di forza: l’Italia detiene una quota globale del 9,2% nell’alto di gamma, seconda solo alla Cina, e primeggia nel segmento del lusso. Nel 2024 la quota dell’arredo italiano era pari al 4,1% per prodotti di fascia media-bassa e al 9,2% per i prodotti di alta gamma, arrivando a sfiorare il 25% nel mercato delle cucine.
Questi risultati sono il frutto degli investimenti in design e innovazione delle imprese del settore, supportati da una filiera specializzata: le imprese italiane attive nel design impiegano oltre 76mila addetti e realizzano più di 6 miliardi di euro di fatturato, superando la Germania (5,4 miliardi nel 2024).
Per affrontare la complessità dello scenario attuale lo studio indica l’urgenza di proseguire gli investimenti nella doppia transizione, energetica e digitale. Tra gli investimenti previsti per il 2026 figurano in testa l’intelligenza artificiale e la cybersecurity. I dati Eurostat mostrano che circa il 16% delle imprese del settore utilizza già almeno una tecnologia AI, una quota vicina alla media nazionale e con un gap rispetto alla Germania (23%) inferiore a quello presente in altri comparti.
Al terzo posto tra le priorità di investimento si collocano le spese per aumentare l’autonomia energetica, tema reso ancora più cruciale dalle recenti tensioni internazionali. Cresce inoltre l’attenzione verso la sostenibilità: il 22% delle imprese del mobile dichiara un elevato interesse per investimenti ESG e il 48% un interesse medio, con una maggiore propensione tra le imprese medio-grandi (29% con forte interesse).
Resta infine aperta la sfida del ricambio generazionale e dell’invecchiamento della forza lavoro, aspetti considerati strategici per il rafforzamento della competitività del settore nei prossimi anni.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/arredo-e-design-l-italia-e-leader-europa-267-miliardi-AITDjlTC

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