In un mondo che negli ultimi trent’anni è diventato più ricco e produttivo, le disuguaglianze restano una delle sfide strutturali più rilevanti. I dati più recenti dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro rivelano che nel 2025 il 53% del reddito globale era nelle mani del 10% più ricco della popolazione, mentre il divario di partecipazione al lavoro tra uomini e donne si attestava a 27 punti percentuali. Queste cifre mostrano non solo una disparità economica, ma una frattura nella distribuzione di opportunità, sicurezza e diritti.
La Giornata mondiale della giustizia sociale, celebrata il 20 febbraio, richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare politiche per il lavoro dignitoso, la protezione sociale e una crescita inclusiva capace di ricostruire fiducia e coesione in un periodo di profonde trasformazioni. Oltre 800 milioni di persone vivono ancora in povertà estrema e circa 3,8 miliardi non hanno accesso ad alcuna forma di protezione sociale. Il mercato del lavoro globale presenta una stabilità solo apparente: il tasso di disoccupazione mondiale si aggira attorno al 4,9%, ma centinaia di milioni di persone sono escluse da un’occupazione adeguata.
Tra i lavoratori, 284 milioni vivono in condizioni di povertà estrema nonostante un impiego, mentre quasi sei lavoratori su dieci operano nell’economia informale, privi di tutele, con redditi instabili e fortemente esposti agli shock economici. Questi fenomeni alimentano insicurezza e fragilità sociale e mettono in discussione la sostenibilità di percorsi di sviluppo inclusivi.
Monsignor Juan Antonio Cruz Serrano, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione degli Stati Americani, ha sottolineato come “la giustizia sociale implichi uno sviluppo della giustizia generale che regola i rapporti sociali secondo il principio del rispetto della legge” e come oggi il valore della persona, la sua dignità e i suoi diritti siano minacciati dalla tendenza a privilegiare utilità e possesso.
La CISL ribadisce il proprio impegno per la costruzione di un’economia e di una società più eque, inclusive e sostenibili. In un contesto segnato da crescenti disuguaglianze, dalla crisi del multilateralismo, dalla rapida trasformazione digitale e dall’urgenza della transizione ecologica, la difesa della giustizia sociale non è soltanto un imperativo morale: è, secondo il sindacato, la condizione essenziale per garantire pace, coesione e sviluppo sostenibile a livello nazionale e globale.
La CISL sollecita Governo, istituzioni europee e comunità internazionale a intervenire sulle priorità da tempo indicate come pilastri di una società più giusta: contrasto alla povertà lavorativa e alla precarietà, in particolare per giovani e donne; buona contrattazione e partecipazione; un nuovo statuto della persona nel mercato del lavoro che assicuri protezione lungo tutto l’arco della vita attiva. È necessario inoltre rafforzare la protezione sociale con interventi strutturali a sostegno delle famiglie nel bilanciamento tra vita e lavoro e per garantire dignità e assistenza alle persone più fragili, in particolare anziani e non autosufficienti.
La gestione delle transizioni digitale ed ecologica deve essere giusta e inclusiva per evitare che fasce della popolazione vengano lasciate indietro. La CISL indica il rilancio del dialogo sociale tripartito come strumento cruciale di governance del mercato del lavoro e delle politiche economiche e propone un patto sociale aperto a chiunque abbia spirito riformista e la volontà di lavorare per il bene comune.
La ricorrenza internazionale non deve restare un simbolo: per la CISL e per chi monitora le dinamiche globali, una crescita economica che non produca benessere diffuso, diritti garantiti e opportunità per tutti non merita il nome di sviluppo.
Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/giustizia-sociale-condizione-per-pace-coesione-e-sviluppo-sostenibile-1.3353396

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