La riforma portuale in corso di elaborazione da parte del Governo rappresenta un passo significativo verso il potenziamento strategico dei porti italiani, che costituiscono un fondamentale sistema portuale per il Paese. L’obiettivo primario è migliorare l’efficienza operativa, ridurre i tempi e promuovere una rete di porti marittimi più competitiva, salvaguardando allo stesso tempo l’importante ruolo di ogni singolo porto all’interno del proprio territorio. Mario Zanetti, delegato di Confindustria per l’ economia del mare e presidente di Confitarma, ha messo in evidenza i punti cruciali del position paper redatto dagli imprenditori italiani sul disegno di legge relativo alla riforma del settore portuale.
Confindustria valuta favorevolmente l’intento di dotare lo Stato di una visione strategica unitaria per lo sviluppo portuale e riconosce la volontà di consolidare un coordinamento centrale più efficace tramite l’istituzione di Porti d’Italia, società pubblica con competenze tecniche e ruolo chiave nella realizzazione delle infrastrutture essenziali. Tuttavia, la necessità di semplificare le procedure di pianificazione, senza creare sovrapposizioni di competenze tra enti e istituzioni, è stata sottolineata come punto critico.
Un altro aspetto rilevante è la distinzione tra porti “internazionali”, “nazionali” e “regionali” basata sull’appartenenza alla rete Ten-t, un elemento che richiede un equilibrio attento per evitare squilibri tra i diversi attori portuali. È cruciale mantenere l’equilibrio tra il potenziamento delle infrastrutture portuali a livello nazionale e il mantenimento della competitività dei singoli porti su scala regionale, come parte integrante delle filiere industriali locali.
Porti d’Italia dovrebbe evitare l’accumulo di costi che si tradurrebbe in peggioramento dei servizi e perdita di competitività per le imprese e il Paese nel suo complesso. La collaborazione con le Regioni rappresenta un elemento chiave per una governance equilibrata e sostenibile.
Ad anticipare un momento di confronto sull’economia marittima come motore di crescita economica e occupazionale è Mario Zanetti, che pone l’enfasi sulla necessità di una prospettiva integrata e condivisa tra attori pubblici e privati per sfruttare appieno il potenziale del mare. Il 2026, segna Zanetti, rappresenta un’occasione per trasformare le politiche progettate in azioni concrete per il bene dell’intero Paese.

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