La Corte dei Conti ha recentemente espresso le proprie preoccupazioni riguardo ai tempi di completamento degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ( Pnrr) da parte degli enti territoriali. Queste preoccupazioni sono emerse dalle verifiche effettuate dalle sezioni regionali, che hanno evidenziato situazioni eterogenee nel contesto attuale. Il report aggiornato al 28 agosto 2025 riguardante lo stato di attuazione del Pnrr negli enti territoriali ha rivelato che, per molti progetti, si registrano lievi ritardi, sebbene si stia notando un recupero durante la fase in corso. Ciò lascia intendere che i soggetti responsabili stiano accelerando il rispetto dei tempi prefissati.
Il settore dei Comuni detiene il primato sia per il numero di progetti (63.530 su 96.082 finanziati, in parte o totalmente, con fondi del Pnrr) sia per gli importi finanziari coinvolti (24,5 miliardi su un totale di 47,5 miliardi). Le Regioni e le Province autonome gestiscono risorse relative a 29.049 interventi, con un costo medio per progetto generalmente più elevato rispetto a quelli dei Comuni. Nel Mezzogiorno si supera costantemente la soglia del 40%, ma nel Nord Ovest si nota una maggiore concentrazione di risorse. Rispetto al finanziamento complessivo necessario per portare a termine gli interventi, è stato impegnato il 59,2%, con pagamenti che rappresentano quasi il 30% del costo totale, salendo al 32% per il solo Pnrr.
L’analisi evidenzia che circa un terzo dei progetti finanziati con fondi del Pnrr risulta essere completato. Vi è un avanzamento meno rapido per i progetti legati ai lavori pubblici, che assorbono la maggior parte delle risorse a causa della loro complessità e dei tempi di esecuzione prolungati. I servizi rappresentano la seconda voce per importi, con un utilizzo di risorse del 37,8%. La magistratura contabile sottolinea che le realizzazioni potrebbero essere influenzate dagli scarsi trasferimenti da parte delle amministrazioni titolari.
Nel confronto tra i pagamenti effettuati dagli enti e i trasferimenti ricevuti, emerge che il comparto degli enti territoriali ha anticipato oltre 3,2 miliardi. L’ avanzamento procedurale mostra una maggioranza di interventi in fase di esecuzione e di collaudo/verifica di regolare esecuzione. Si evidenzia, inoltre, la fragilità organizzativa di molti enti locali, che risulta peggiorata dalla mancanza di personale specializzato e dall’alto turnover, pregiudicando la continuità amministrativa dei progetti.
In sintesi, il sistema dei controlli regionali si conferma essenziale per individuare tempestivamente le criticità nell’attuazione del Pnrr. Tra le anomalie più comuni riscontrate si trovano ritardi nell’aggiornamento dei dati, disallineamenti tra cronoprogrammi e stato reale di avanzamento, difficoltà nella progettazione e negli affidamenti e debolezza nei sistemi di controllo e monitoraggio interni.
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