Dopo una lunga giornata dominata da tensioni, imbarazzi e critiche per le decisioni impopolari assunte dal governo, è stata la premier Giorgia Meloni a intervenire in Aula annunciando un’inversione di rotta sulla questione delle pensioni. Il Ministero dell’Economia, si apprende, sta già lavorando a una revisione delle misure. Meloni dichiara l’eliminazione dei tagli retroattivi al riscatto della laurea. È ancora da chiarire se verrà modificata anche la stretta sulle finestre pensionistiche, su cui la Lega ha presentato un emendamento. La premier, rispondendo in Aula, pone fine alla discordia che si era creata sulla manovra. Sin dalle prime ore del giorno, diversi esponenti della maggioranza hanno mostrato perplessità riguardo alla misura. Colpa di “un tecnico troppo zelante”, secondo il leghista Claudio Borghi, relatore della manovra, o del “burocrate del Mef”, come accusa Armando Siri, stretto collaboratore di Matteo Salvini.
Iniziano ad emergere disaccordi anche all’interno di Forza Italia. Il portavoce azzurro, Raffaele Nevi, dichiara: “Si tratta di una stretta che avrà effetto solo dal 2030. Discuteremo con il governo e valuteremo con attenzione”. Nel frattempo, le opposizioni sono ferme sulle loro posizioni. Elly Schlien del Partito Democratico attacca: “Il taglio alle pensioni è un furto sia per i giovani che per gli anziani. Vergognatevi!”. Dal M5S arriva la critica di Stefano Patuanelli al ministro dell’Economia della Lega: “Accusa i burocrati del Mef pur avendo un esponente al vertice del dicastero? È assurdo”.
Prima del dietrofront, il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, ha evidenziato come il testo del governo proponesse modifiche che porteranno a un prolungamento del periodo lavorativo per poter accedere alla pensione anticipata. Tali modifiche restrittive, a partire dal 2031, limiteranno anche i riscatti della laurea. La Cisl giudica queste misure pesanti e ingiustificate, poiché penalizzano i lavoratori che hanno versato sacrifici per ottenere un diritto ora minacciato dalla nuova legge.
Con la risoluzione della controversia sulla riforma pensionistica, sembra che la manovra possa procedere più speditamente. Tuttavia, i tempi sono molto stretti, con il calendario che prevede la discussione in Senato il prossimo lunedì, seguita dal voto in Camera tra Natale e Capodanno. L’approvazione definitiva in Aula a Montecitorio è prevista per domenica 28 con la richiesta di fiducia e il voto finale martedì 30. I voti raccolti in commissione fino a questo momento sono stati limitati. Sono stati approvati una sessantina di emendamenti su questioni bipartisan riguardanti gli enti locali. Tra le novità, si segnala l’incremento dei fondi per i comuni per la gestione dei rifiuti e la Tari, nonché lo sblocco dei trasferimenti finanziari per gli enti locali inadempienti. Inoltre, sono stati stanziati 2,5 milioni per le case danneggiate dal terremoto nelle Marche e in Umbria. Tuttavia, sembra che l’ipotesi di aumentare il limite dei pagamenti in contanti da 5.000 a 10.000 euro stia svanendo.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/dietrofront-del-governo-sulle-pensioni-e-il-riscatto-della-laurea-1.3352699

Ebilav.it - CF: 97795640016 - © 2015-2019 Koweb | Tutti i diritti riservati