La richiesta di posticipare i cronoprogrammi è stata accolta con attenzione dal governo, ma viene sottolineato che il sistema attuale deve essere rispettato. Il ministro responsabile degli Affari Ue, del Pnrr e della coesione, Tommaso Foti, ha dichiarato che nel caso in cui si reputasse il sistema dei cronoprogrammi inadeguato, sarebbe preferibile disinvestire. Questo commento è una risposta alla richiesta avanzata dalle Regioni riguardo alla tabella di spesa dei progetti finanziati con risorse nazionali provenienti dal Fondo sviluppo e coesione. Questo confronto promette di essere molto complesso.
Le affermazioni di Foti sono state rilasciate durante il convegno “Coesione Italia” che si è tenuto presso la Camera dei deputati in occasione del cinquantesimo anniversario dalla creazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Durante l’evento, sono stati presentati dati significativi relativi all’andamento della politica di coesione in Italia negli ultimi due decenni, considerando sia i finanziamenti europei che nazionali. Complessivamente, sono stati investiti circa 345 miliardi di euro, con la realizzazione o il finanziamento di oltre 1,7 milioni di progetti, che coinvolgono circa 550.000 beneficiari.
Il settore dei trasporti e della mobilità ha ricevuto la maggior parte di questi fondi, con quasi 100 miliardi di euro nel corso di vent’anni e il finanziamento di 15.000 progetti. Tra le realizzazioni più significative, spiccano i circa 700 chilometri di ferrovie costruite o rinnovate, inclusi i corridoi europei del TEN-T.
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