Il disegno di legge di riforma costituzionale della separazione delle carriere ha ottenuto il via libera finale dal Parlamento con l’approvazione del Senato, seguendo il meccanismo della “doppia lettura conforme” delle due Camere come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Ora, si avvia la fase della raccolta delle firme per richiedere il referendum confermativo, previsto per la primavera del 2026.
La riforma Meloni-Nordio introduce importanti cambiamenti, come la suddivisione della magistratura in due carriere distinte e la creazione di due Consigli superiori della magistratura. I nuovi Consigli non saranno elettivi ma composti da membri laici e togati estratti a sorte, con precise competenze in materia di valutazioni, assegnazioni e trasferimenti dei magistrati.
Inoltre, viene istituita un’Alta Corte disciplinare per gestire le questioni disciplinari dei magistrati, con una composizione dettagliata che garantisce il coinvolgimento sia di giuristi che di magistrati esperti.
Le sentenze emanate saranno ricorribili solo davanti alla stessa Corte in un diverso grado di giudizio, limitando le possibilità di impugnazione. L’entrata in vigore della riforma prevede l’approvazione di leggi attuative entro un anno dal referendum, nel frattempo restano valide le leggi attuali.
Il centrodestra si prepara per la campagna referendaria, pianificando la raccolta delle firme necessarie per avviare la consultazione popolare. Le opposizioni, invece, si organizzano per una mobilitazione nazionale contro la riforma, coinvolgendo anche l’Associazione nazionale magistrati.

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