Anche la Unione Europea si schiera contro il super dazio americano del 107% sulla pasta italiana. La Commissione europea, in collaborazione con il governo italiano, sta monitorando da vicino la situazione e interverrà se necessario, come confermato dal portavoce Olof Gill.
Il dossier riguardante il pesante dazio è ora sul tavolo di Bruxelles, nonostante la misura del 107% provenga da un’indagine antidumping specifica sulla pasta italiana e sia al di fuori delle trattative commerciali UE- USA sulle tariffe. Se confermato, il super dazio dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2026. Si tratta di una tariffa antidumping del 91,74%, oltre ai dazi del 15% annunciati precedentemente da Trump.
Le conseguenze riguarderebbero principalmente i 13 marchi di pasta italiana oggetto dell’ultima indagine del dipartimento del Commercio USA. Le aziende coinvolte stanno preparando le loro difese, consapevoli che tale decisione potrebbe avere conseguenze devastanti su tutta la filiera della pasta italiana.
La possibile penalizzazione economica non coinvolgerebbe solo il mercato della pasta, ma metterebbe a rischio l’intera catena produttiva, comprese le coltivazioni di grano duro, cruciale per la produzione di pasta in Italia.
Conf agricoltura Lombardia e altre associazioni agricole chiedono al governo italiano una forte presa di posizione per proteggere gli interessi nazionali. Le preoccupazioni riguardano gli effetti sul settore agroalimentare italiano e sulla stabilità economica complessiva.
La polemica sui dazi si estende anche a livello politico, con critiche e timori sulla possibile delocalizzazione delle industrie italiane negli Stati Uniti. Il mercato della pasta a stelle strisce vale miliardi di dollari, rappresentando un elemento economico cruciale per entrambe le parti coinvolte.
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