Un’imponente alleanza si è formata per difendere la politica di coesione nell’Unione Europea. Kata Tüttő, presidente del Comitato europeo delle regioni, si mostra estremamente ottimista riguardo al futuro. Le preoccupazioni riguardanti il nuovo ruolo delle regioni nel bilancio plurianuale dell’UE dopo il 2027 hanno spinto amministrazioni locali, ministri ed europarlamentari ad agire. Recentemente, il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha inviato una lettera ad Ursula von der Leyen dopo la Conferenza Stato-Regioni del 10 luglio. Le Regioni italiane si sono unite nel voto contrario alla riforma. Inoltre, una nota con la firma di 149 Regioni Europee è stata consegnata alla presidente della Commissione il 25 giugno. L’obiettivo di questa alleanza è preservare le Politiche di Coesione, considerate “politiche locali a tutti gli effetti”, come afferma Kata Tüttő durante un incontro a Roma con gli amministratori regionali in occasione della Conferenza Stato-Regioni. La politica di coesione si estende dalle grandi città ai piccoli comuni fino alle aree rurali, sottolineando la centralità delle amministrazioni locali nel suo sviluppo. Il modello del Pnrr, o Recovery Fund, che mira a centralizzare la gestione dei fondi per rendere le spese più efficienti e flessibili, al momento sembra in contrasto con la natura della politica regionale europea. Quest’ultima prevede una ridistribuzione delle Risorse Comuni per ridurre le Disuguaglianze su scala europea, tenendo conto del livello di sviluppo territoriale di ogni regione. Ciò consente di ottimizzare le risorse per interventi mirati in grado di apportare cambiamenti significativi a livello locale. Le preoccupazioni riguardano il rischio che il budget centralizzato possa trasformare i fondi regionali in fondi d’emergenza, meno adatti a progetti strutturali che richiedono una visione a lungo termine. L’accento sul breve termine potrebbe compromettere l’impatto delle Politiche di Coesione. È quindi fondamentale mantenere le politiche regionali al centro del cambiamento, nonostante la necessità di Riforme. La presidente Tüttő sostiene che, data la forte opposizione al modello attuale, la centralizzazione proposta potrebbe non essere accettata. La Diversità emerge come parola chiave nelle negoziazioni future, poiché rappresenta un concetto fondamentale per il passato e il futuro dell’Europa. I Leader Locali giocano un ruolo cruciale in questo contesto, poiché l’Unione Europea si fonda su adattamento, Diversità, collaborazione e resilienza ai cambiamenti, piuttosto che su una struttura centralizzata come negli Stati Uniti.

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