Dopo un lungo e complesso percorso negoziale avviato nel 2024, è stata finalmente siglata oggi la preintesa per il rinnovo del contratto nazionale del comparto Sanità per il triennio 2022-2024. Questo accordo coinvolge oltre 580 mila dipendenti non medici del Servizio sanitario nazionale e porta con sé importanti cambiamenti e vantaggi per il personale coinvolto.
Le trattative hanno visto la firma delle organizzazioni sindacali Cisl, Nursind, Fials e in seguito, nella giornata di mercoledì, anche del Nursing Up, che ha portato all’ottenimento della maggioranza necessaria per la validità della firma. Tuttavia, Cgil e Uil hanno scelto di non sottoscrivere l’accordo, ribadendo le critiche espresse nelle fasi precedenti del negoziato. Per queste sigle sindacali, il contratto non soddisfa i requisiti di garantire diritti esigibili, tutele concrete e un adeguato riconoscimento economico al personale sanitario e socio-sanitario.
Il nuovo contratto prevede un aumento medio mensile di 172 euro su 13 mensilità (equivalente al +6,8% rispetto alle attuali retribuzioni), insieme a numerose innovazioni mirate a migliorare le condizioni lavorative, valorizzare le competenze professionali e potenziare l’efficienza del sistema sanitario nazionale.
Con la firma della pre-intesa, le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti del SSN ottengono finalmente risposte concrete dopo mesi di attesa, contrastando il blocco ingiustificato della contrattazione voluto dai sindacati non firmatari. La Cisl Fp ha dichiarato che le nuove disposizioni includono, tra le altre cose, aumenti in busta paga del 7%, arretrati, nuove indennità, un’attenzione speciale ai ruoli svolte in condizioni difficili come il pronto soccorso, e la tutela legale per chi subisce aggressioni sul posto di lavoro.
Tra le principali conquiste del nuovo accordo sottolineate dalla Cisl Fp ci sono l’accesso a formazione specifica per professionisti sanitari e funzionari, la valorizzazione delle prestazioni aggiuntive, l’aumento degli incarichi, l’equiparazione retributiva tra ostetriche e infermieri, e la possibilità di buono pasto per chi lavora in modalità smart working. Inoltre, sono state rafforzate le tutele per la libera professione, valorizzati i profili specializzati come quello dell’autista soccorritore, e previste indennità per il personale impiegato nei servizi sanitari penitenziari.
Un aspetto fondamentale del nuovo accordo riguarda un modello di formazione continua più adatto alle esigenze attuali, che garantisce al personale la possibilità di scegliere percorsi formativi su misura e una maggiore trasparenza nelle opportunità di mobilità volontaria all’interno del sistema sanitario.
La soddisfazione per l’accordo raggiunto è stata espressa anche dal presidente di Aran Naddeo, riconoscendo l’impegno costante e responsabile nel confronto che ha portato a un accordo che risponde alle esigenze dei lavoratori nel settore sanitario.

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