“Dove i ministeri mettono le mani si blocca tutto”. Il governatore pugliese, Michele Emiliano, esprime chiaramente le sue preoccupazioni riguardo all’ipotesi di una centralizzazione della gestione dei fondi di coesione. Ritiene che se da un lato potrebbe esserci un vantaggio strategico a livello nazionale, dall’altro la lentezza nell’uso dei fondi da parte dei ministeri potrebbe essere un ostacolo. Emiliano sottolinea che le regioni dovrebbero avere autonomia nella concreta attuazione degli indirizzi concordati con Bruxelles, garantendo al contempo la supervisione del governo centrale.
La Puglia è una delle regioni italiane che riceve la maggior parte dei fondi di coesione, un vero tesoro per gli investimenti secondo il governatore. Questi fondi sono cruciali per lo sviluppo economico, contribuendo all’incremento del Pil regionale e al sostegno delle imprese locali. Emiliano esalta il ruolo positivo dei fondi di coesione, affermando che la Puglia è leader nell’utilizzo di tali risorse a livello nazionale ed europeo.
Il governatore si prepara a difendere, insieme ad altri colleghi, la posizione attuale rispetto alle politiche di coesione contro eventuali cambiamenti proposti da Raffaele Fitto. Sottolinea l’importanza delle relazioni consolidate tra le imprese locali e le strutture regionali, come Puglia Sviluppo, evidenziando le possibili complicazioni nel dover interagire direttamente con i ministeri per ottenere fondi.
Emiliano è determinato a tutelare gli interessi della sua regione e a garantire che i fondi di coesione siano utilizzati in modo efficiente per favorire lo sviluppo economico e sociale della Puglia.

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