C’è un’epoca in cui le figurine avevano un significato molto più profondo rispetto a un semplice passatempo. Erano un rituale, una forma di economia informale, una comunità segreta fatta di scambi continui di “ce l’ho, ce l’ho, mi manca”. Aldo Hugo Sallustro, un uomo che ha lasciato questo mondo all’età di 75 anni senza preavviso, aveva decifrato prima di molti altri il vero significato di quel gesto infantile. Per lui, dietro a ogni figurina si celava una cultura materiale complessa, un’ industria di sentimenti e un’archeologia popolare di massa.
Nato in Argentina a Buenos Aires e cresciuto a Modena per scelta e passione, Sallustro viveva nella lunga tradizione industriale italiana, caratterizzata da nomi di famiglia diventati brand globali. Pur avendo il padre Oberdan legato alla Fiat in Sud America e lo zio Attila che aveva conquistato il cuore calcistico di Napoli negli anni ’20 e ’30, Aldo scelse una via diversa e meno convenzionale: quella delle figurine.
Alla guida dell’azienda Panini dal 1991, Aldo Sallustro ha guidato l’azienda attraverso diverse fasi e cessioni, mantenendo sempre salda la tradizione e il prestigio della marca. Mentre nomi importanti come Bain Gallo Cuneo, De Agostini, Marvel e la Fineldo dei Merloni sono passati di mano, Aldo è rimasto fedele al timone, consolidando le radici profonde dell’azienda a Modena.
Nel corso degli anni, Panini, fondata dai fratelli omonimi nel 1961, è cresciuta fino a vendere più di 5 miliardi di figurine all’anno, generando un fatturato annuo superiore a 1,5 miliardi di euro. Pur essendo diventata una multinazionale, il cuore dell’azienda continua a battere sotto lo sguardo vigile della Ghirlandina.
La scomparsa improvvisa di Aldo Hugo Sallustro ha lasciato un vuoto nel mondo delle figurine e dell’ industria legata a esse, ma il suo lascito e la sua passione resteranno sempre vivi nel marchio Panini.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/addio-ad-aldo-hugo-sallustro-l-uomo-che-fece-grandi-figurine-panini-AHnPqMQ

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