La rimodulazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) su cui il governo sta lavorando da settimane si inserisce pienamente nel dibattito sulle potenziali contromisure ai Dazi Americani. Questo processo è dettato sia da considerazioni di calendario sia dal fatto che i fondi europei di Next Generation Eu e della Coesione rappresentano le uniche leve su cui il governo può agire per fornire un supporto ai settori più colpiti. Secondo quanto emerso dagli incontri della premier Giorgia Meloni con le varie categorie produttive, si stima che ci siano in gioco fino a 25 miliardi di euro, di cui 14 recuperabili dal Pnrr e 11 dalla Coesione.
È importante sottolineare che non si tratta di nuove politiche create al momento per concedere Aiuti Pubblici alle imprese esportatrici, ma piuttosto dell’adattamento in corso di un lavoro di riassetto del Pnrr reso necessario dai ritardi nell’attuazione che mettono a rischio una parte dei fondi comunitari. Un esempio tangibile di questa situazione è rappresentato dal programma Transizione 5.0, che finora ha impegnato solo 664 milioni su un totale di 6,23 miliardi. Si sta valutando di indirizzare una consistente quota, tra 3,5 e 4 miliardi, non verso sussidi o contributi a fondo perduto, ma verso contratti di sviluppo per finanziare investimenti nelle filiere produttive ritenute strategiche.
Questa redistribuzione delle risorse verso il tessuto produttivo, volta a sostenere l’occupazione e aumentare l’efficienza della produttività, rappresenta una delle priorità del governo. È fondamentale coinvolgere diversi settori in difficoltà all’interno di un dialogo che deve coinvolgere prima di tutto l’Italia, insieme agli altri attori coinvolti. Il confronto con la Commissione Europea rimane cruciale e, come dichiarato dal ministro per il Pnrr Tommaso Foti, sarà mantenuto e rafforzato nel tempo.
La rinnovata credibilità italiana, evidenziata da recenti sviluppi positivi come il rating BBB con outlook positivo assegnato da Fitch, rappresenta un punto di forza nelle trattative. Il governo intende presentarsi a tali negoziati con una posizione forte, dimostrando i progressi fatti sia nel rispetto degli impegni finanziari europei sia nel contenimento del Debito Pubblico.
Parallelamente, si stanno valutando proposte per una revisione temporanea degli aiuti di Stato al fine di ampliare i margini di intervento, così come è in corso lo studio di un’eventuale modifica della pianificazione dei fondi strutturali gestiti dalle Regioni. Inoltre, si prevede di utilizzare i fondi del Piano sociale per il clima per favorire una transizione equa verso la Neutralità Climatica, destinando risorse significative ai settori più vulnerabili.
In sintesi, il governo italiano si impegna a riorganizzare e ottimizzare le risorse disponibili per fronteggiare le sfide economiche attuali, con particolare attenzione alle implicazioni dei Dazi Americani e alle opportunità offerte dai fondi europei per stimolare la ripresa e la Crescita Sostenibile del Paese.

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