La guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina ha innescato una serie di effetti sull’industria del legno in Italia, un Paese ricco di foreste che coprono il 36% del territorio nazionale ma che dipende in larga misura dalle importazioni. Le imprese del settore legno-arredo da tempo sollevano la questione, richiedendo interventi politici a livello nazionale e regionale per valorizzare le foreste Italiane e ridurre la dipendenza dall’importazione straniera, che attualmente costituisce circa l’80% del materiale utilizzato dall’industria per la trasformazione. Nonostante il potenziale esistente, l’utilizzo di legname nazionale rimane al di sotto delle aspettative, con un prelievo forestale inferiore al 40% dell’incremento annuo.
Da inizio anno, i prezzi del legname hanno registrato un aumento del 15,37%, secondo quanto dichiarato da Claudio Giust, il neo-presidente di Assolegno. I prezzi variano significativamente in base alla regione, alla qualità e al tipo di legname, con notevoli oscillazioni soprattutto nel settore del legno strutturale destinato alle costruzioni. Le tensioni sui dazi tra Stati Uniti, Unione europea e Cina stanno riconfigurando i flussi commerciali globali del legname, rendendo più complicata la ricerca di materie prime a prezzi convenienti.
L’interesse crescente per il legname nell’ edilizia sostenibile, spinto dagli incentivi europei e dai criteri ambientali minimi, ha incrementato la pressione sulla disponibilità del materiale e la richiesta a livello globale. Tuttavia, al di là dei prezzi e dei dazi, la questione fondamentale rimane cosa fare delle foreste Italiane. Valorizzare il legno locale, ridurre le importazioni e rendere il settore più competitivo sono le priorità per le imprese, temi che saranno discussi nel convegno sulle foreste Italiane e la decarbonizzazione nel settore delle costruzioni, organizzato a Milano da Assolegno in occasione della Giornata mondiale delle foreste.
In quest’ottica, occorre sensibilizzare le nuove generazioni sui mestieri legati all’economia delle foreste, investire in tecnologie che rendano più efficienti le attività di prelievo e lavorazione, nonché migliorare le infrastrutture per valorizzare le attività forestali. Superare le sfide legate alla frammentazione della proprietà boschiva attraverso la creazione di consorzi potrebbe rappresentare una soluzione efficace per promuovere l’innovazione e la commercializzazione dei prodotti legnosi.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/legno-prezzi-aumento-15percento-tre-mesi-valorizzare-filiera-nazionale-AGKWODdD

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