Dopo un periodo di due anni in cui la produzione di biciclette in Italia è stata in caduta libera, finalmente si osserva una stabilizzazione del settore. Nel 2024, la produzione di biciclette ha chiuso con un modesto incremento rispetto all’anno precedente, superando di nuovo la soglia dei due milioni di pezzi, una cifra raggiunta per l’ultima volta nel lontano 1975. Le vendite si sono attestate a 1,35 milioni di unità. I dati forniti dall’associazione nazionale di categoria Confindustria Ancma rivelano un andamento divergente tra le biciclette tradizionali “muscolari”, che hanno registrato un aumento del solo 1,2% a 1,705 milioni di unità, e le Ebike, che invece hanno visto una crescita del 17% raggiungendo quota 340mila pezzi. Se i volumi per le Ebike si avvicinano al massimo storico (380mila pezzi nel 2022), la stabilizzazione nel settore tradizionale avviene su numeri significativamente inferiori rispetto ai picchi recenti, con un massimo di 2,9 milioni di biciclette prodotte nel 2021, trainate dalla spinta post-Covid e dagli incentivi in quel periodo. Questo dato è in linea con le indicazioni Istat che indicano una produzione industriale del settore a fine anno di 57, ben 43 punti al di sotto dei valori del 2021.
Il periodo 2020-2021 ha lasciato un eccesso di produzione non interamente assorbito dalle vendite, portando ad una saturazione dei magazzini aziendali e dei rivenditori. Tuttavia, a prescindere dalle oscillazioni annuali, si evidenzia chiaramente un trend di lungo termine che vede le biciclette a pedalata assistita assumere un ruolo sempre più rilevante sul mercato. Se nel 2016 la produzione nazionale di questo tipo di biciclette si attestava a meno di 24mila unità, corrispondente all’1% del totale del settore, oggi siamo arrivati ad una quota di produzione che sfiora il 17%. Il mercato complessivo, tra biciclette e accessori, ora vale 2,6 miliardi di euro, un valore superiore rispetto al periodo pre-Covid grazie al peso maggiore delle Ebike, ma comunque in calo rispetto ai picchi del 2022 quando aveva raggiunto i 3,2 miliardi.
Analizzando le vendite in Italia, sia per le biciclette tradizionali che per le elettriche, si osserva una stabilità rispetto al 2023 con un totale di 1,35 milioni di pezzi, mentre nel caso delle Ebike si registra una forte crescita delle esportazioni, in aumento del 28%. Anche se all’estero vengono vendute più biciclette, il loro valore è inferiore, con un export del 2024 pari a 153 milioni, in lieve calo rispetto all’anno precedente. È da sottolineare il miglioramento della bilancia commerciale, che complessivamente passa da 21 a 175 milioni di euro.
Il trend recente delle vendite ha portato ad un distacco dai picchi del passato, soprattutto per le biciclette tradizionali. Dal 2019 ad oggi, si evidenzia un trend di vendita opposto tra i due segmenti: -29% per le biciclette tradizionali, +40% per le Ebike. Sul fronte delle vendite, per le Ebike, il mercato è equamente diviso tra Mtb e Citybike, mentre le gravel rappresentano solo una fetta minima. Mtb e City-Trekking costituiscono un terzo ciascuna del mercato tradizionale (che rappresenta l’80% del totale), mentre le bici da corsa coprono il 14% di questa fetta.
Un esempio significativo è Wilier Triestina, marchio storico dell’alto di gamma con sede in Veneto. Andrea Gastaldello, presidente e Ceo dell’azienda di Bassano del Grappa, commenta: “Lo scorso anno abbiamo chiuso con una leggera diminuzione, quasi a 69 milioni di ricavi, producendo circa 28mila bici da corsa. Anche quest’anno prevediamo una situazione complessa, con l’obiettivo di mantenere risultati che si avvicinano al nostro record storico. Il mercato vede ancora magazzini pieni e politiche di prezzi aggressive con sconti consistenti da parte di più aziende, strategie che non intendiamo seguire per non mettere a rischio la nostra redditività”.
Il settore della produzione e vendita di biciclette in Italia, con le sue 230 aziende e 19mila addetti diretti, rappresenta un pezzo importante del made in Italy. Negli anni ’90, il settore ha raggiunto la produzione di sei milioni di unità, livelli che oggi sono quasi triplicati. Il presidente di Ancma, Mariano Roman, commenta: “È stato un anno difficile, con i magazzini che si stanno svuotando, sebbene siano ancora ad un livello significativo. Il mantenimento del mercato è stato possibile anche grazie agli sforzi e agli sconti praticati dalle aziende, che gradualmente dovranno essere ridotti poiché le attuali condizioni non sono sostenibili”. Si prevede un altro anno di stagnazione, con un ritorno verso una maggiore crescita nel 2026.
Roman aggiunge: “Analizzando i numeri delle biciclette elettriche, notiamo importanti gap che l’ Italia deve colmare: la Germania ne vende 2 milioni, Francia e Olanda 700mila, mentre noi siamo al di sotto della metà. Sicurezza, agevolazioni fiscali e investimenti nelle infrastrutture ciclabili sono le direzioni da seguire per portarci ai livelli che ritengo normali per un paese come il nostro, con una vendita annua dell’ordine del milione di pezzi”.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/le-biciclette-arginano-caduta-AGQW2pbD

Appassionato da sempre di tecnologia ed informatica, laureato in Ingegneria Informatica, profondo estimatore delle potenzialità del sud Italia ho deciso di “restare” e di creare una mia piccola realtà sul territorio per creare software in cloud personalizzati per grandi realtà aziendali.
La passione per la scrittura e la divulgazione, insieme all’esperienza che deriva dalla conoscenza del mondo del lavoro, mi ha portato a scrivere articoli per diverse testate spaziando dal settore informatico ad altri ambiti. Se avete un argomento che volete approfondire scrivetemi e lo affronteremo insieme.