Il panorama del cinema e dell’ audiovisivo in Italia si anima di discussione e tensione con l’introduzione del nuovo tax credit e le possibili implicazioni per i broadcaster principali del Paese. Mediaset e Rai hanno fatto sentire la propria voce, sollevando critiche e preoccupazioni riguardo al decreto correttivo in fase di elaborazione.
Le due aziende hanno manifestato il loro dissenso nei confronti di alcune disposizioni del decreto in questione che si prevede venga presto pubblicato dopo essere stato al centro di dibattiti tra vari enti governativi. In particolare, Mediaset e Rai hanno espresso preoccupazione riguardo al possibile impatto negativo del testo sul ruolo dei broadcaster come investitori nelle produzioni audiovisive nazionali.
Una delle principali questioni sollevate riguarda l’accesso al tax credit per le società di produzione interne delle emittenti, evidenziando un’evidente disparità di trattamento rispetto ai produttori indipendenti. Mediaset ha sollevato questioni riguardanti il bilanciamento dei diritti tra produttori e committenti, facendo emergere la necessità di una maggiore chiarezza in merito.
Il decreto correttivo, se da un lato mira a uniformare le regole e ad evitare controversie future, ha suscitato dubbi e resistenze per alcuni dettagli specifici, come l’aumento al 100% dei diritti pay Tv e video on demand nei casi di primario sfruttamento in free Tv. Allo stesso modo, gli aspetti relativi alla finestra di esclusiva sono stati oggetto di discussione, con particolare attenzione ai tempi di holdback per i diritti Vod.
Mediaset e Rai si sono attivamente impegnate nel portare avanti le loro osservazioni e richieste, auspicando che il testo definitivo tenga conto delle loro preoccupazioni. I ministeri coinvolti stanno lavorando per trovare un equilibrio e una soluzione che soddisfi le varie parti interessate, nella speranza di dirimere le questioni aperte e favorire una regolamentazione equa e trasparente per il settore.
Il dibattito sulla riforma del tax credit nel cinema e nell’ audiovisivo in Italia rimane acceso, con il timore di possibili impatti negativi sulle dinamiche di investimento e produzione nel settore. È fondamentale trovare un punto di incontro che garantisca stabilità e sviluppo per l’intero comparto, nel rispetto dei diversi attori coinvolti.

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