L’industria del mobile ha conosciuto una fase di rallentamento tanto nella domanda quanto nella produzione, coinvolgendo non solo i paesi europei, ma anche altre parti del mondo. Secondo il World Furniture Outlook redatto da Csil (Centro studi industria leggera), la produzione globale di arredamento ha raggiunto un valore di 471 miliardi di dollari nell’ultimo anno, in linea con il 2023 ma in calo rispetto al 2022. Questa diminuzione è principalmente attribuibile all’incremento previsto nell’area Asia-Pacifico. Parallelamente, le vendite di mobili stanno registrando una lieve crescita, con una tendenza positiva soprattutto nei mercati asiatici e statunitensi, mentre l’Europa sta ancora lottando a causa della contrazione dei consumi dovuta all’elevata inflazione degli anni passati.
Nel contesto attuale, si evidenzia il rallentamento dell’industria cinese, pur restando il principale produttore mondiale di mobili e il principale esportatore del settore. Con circa il 40% della produzione globale destinata all’esportazione, la Cina rappresenta ben un terzo delle esportazioni totali, seguita da Vietnam, Polonia, Italia e Germania. I principali paesi importatori includono gli Stati Uniti, la Germania, il Regno Unito, la Francia e il Canada, che insieme costituiscono quasi la metà delle importazioni mondiali di mobili.
Un aspetto interessante da considerare, specialmente guardando al futuro in luce delle potenziali politiche protezionistiche annunciate dagli Stati Uniti durante l’amministrazione di Donald Trump, è il forte volume del commercio internazionale di mobili (circa il 60%) che avviene all’interno delle diverse regioni economiche mondiali. Ad esempio, in Europa (Unione Europea più Regno Unito, Norvegia, Svizzera e Islanda), ben tre quarti del commercio estero di arredamento ha luogo all’interno della stessa area, con percentuali minori ma in crescita sia in Asia che in Nord America. Qualsiasi aumento del protezionismo nei prossimi anni probabilmente rafforzerà questa tendenza.
Proiettandoci al 2025, l’Outlook di Csil sottolinea le incertezze riguardanti l’economia globale, comprese guerre, conflitti e tensioni geopolitiche ancora persistenti. Nonostante ciò, con una previsione di crescita del PIL globale al 3,2% come indicato dal Fondo Monetario Internazionale, Csil prevede un incremento del 1,4% nei consumi di mobili nel prossimo anno, in termini reali.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/produzione-globale-mobili-stabile-2024-consumi-ripresa-2025-AGPo70CC

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