La pace è più urgente che mai in questo momento. È l’obiettivo irrinunciabile indicato dalla nostra Costituzione, un obiettivo che l’ Italia ha costantemente perseguìto, specialmente con l’importante presidenza del G7 di quest’anno. Si tratta di una pace di cui l’ Unione Europea rappresenta uno dei pilastri fondamentali. Ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo tradizionale discorso di fine anno. La pace non implica sottomettersi alla prepotenza di coloro che utilizzano le armi per aggredire altri paesi, ma rappresenta il rispetto dei diritti umani, la libertà e la dignità di ogni popolo.
Affrontando il contesto mondiale, Mattarella ha evidenziato le contraddizioni che generano smarrimento e sgomento. A livello globale, mentre la ricchezza di pochi cresce esponenzialmente, aumenta la povertà di molti. Ha poi sottolineato l’elevata spesa in armamenti a livello mondiale, attribuendola all’aggressione della Russia all’Ucraina, che ha portato a un record di 2.443 miliardi di dollari quest’anno. Una cifra otto volte superiore agli stanziamenti per contrastare il cambiamento climatico, una priorità vitale per l’umanità. Una sproporzione sconcertante.
Parlando dell’occupazione, ha notato che i dati mostrano un quadro incoraggiante, nonostante la persistenza di precarietà e bassi salari in alcune aree, oltre alla presenza di lavoratori in cassa integrazione. L’ export Italiano e il settore turistico registrano dati positivi, indicando che il Paese esercita un’attrattiva che va al di là delle sue bellezze naturali e culturali. Tuttavia, preoccupa il crescente fenomeno dei giovani laureati che scelgono di lavorare all’estero per mancanza di opportunità nel proprio Paese.
Il Capo dello Stato ha concluso il suo messaggio sottolineando l’importanza di consolidare e sviluppare i valori sanciti dalla Costituzione per la comunità nazionale. Questa impresa passa di generazione in generazione, poiché la speranza non può limitarsi a essere un’attesa passiva. La speranza siamo noi, con il nostro impegno, la nostra libertà e le nostre scelte.
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