La crisi dei volumi di Stellantis negli Stati Uniti ha generato tensioni all’interno del Gruppo, con una rottura evidente tra la direzione e il ceo Carlos Tavares. Tuttavia, le preoccupazioni non si limitano al solo mercato statunitense, poiché in Italia e in Europa le immatricolazioni degli ultimi mesi hanno segnalato una perdita di quote di mercato per i 14 brand di casa, inclusa l’acquisizione di Leapmotor. I dati più recenti relativi alle immatricolazioni del mese di novembre confermano un calo generale del 10% rispetto all’anno precedente, particolarmente impattante per i marchi italiani del Gruppo.
Fiat, in particolare, ha subito una significativa diminuzione delle vendite, scendendo a 8.700 unità rispetto alle 15mila dell’anno precedente, superata da Toyota/Lexus e Volkswagen. Questo storico marchio italiano, che ha registrato un calo del 41% solo nel mese scorso e del 16% dall’inizio dell’anno, sta affrontando una serie di sfide, tra cui l’attesa per il nuovo modello della Panda prodotto in Serbia, la riduzione delle vendite della Fiat 500 a motore termico, il rallentamento del modello elettrico e i tempi prolungati per lo sviluppo della versione ibrida.
Anche i marchi Lancia e Alfa Romeo, all’interno della famiglia Stellantis, hanno registrato un calo nelle vendite. Complessivamente, Stellantis ha subito una flessione del 24% nei volumi registrati a novembre, portando a un risultato negativo di quasi il 10% dall’inizio dell’anno. Nel mercato europeo, Stellantis ha perso oltre il 16% delle immatricolazioni rispetto all’anno precedente, riducendo la quota di mercato dal 17 al 15%.
Il brand Fiat ha visto una perdita significativa di quota di mercato in diversi paesi europei, mentre altri marchi come Ds e Lancia hanno dovuto affrontare sfide simili. La produzione complessiva di Stellantis è diminuita drasticamente, con un calo superiore al 40% per le autovetture e del 30% se si includono anche i mezzi commerciali. Questa situazione critica ha influenzato anche la produzione in Italia, con incertezze riguardanti la stabilità occupazionale negli stabilimenti di Melfi e Cassino.
Le scelte industriali del Gruppo e la difficile transizione verso nuovi modelli strategici come Panda e Fiat 500 hanno contribuito all’attuale scenario. La lenta implementazione delle nuove piattaforme produttive Stla Large, Medium e Small tra diversi paesi europei ha generato ulteriori ritardi nelle operazioni. In particolare, l’Italia è al centro di questa transizione, con importanti aspetti occupazionali in gioco.
I sindacati italiani hanno sottolineato l’importanza di assegnare all’Italia la piattaforma Stla Small per la produzione di city car, considerata fondamentale per mantenere la competitività nel settore automobilistico europeo. La situazione attuale rappresenta una delle sfide più significative per l’industria automobilistica italiana, poiché la concorrenza asiatica e i problemi di competitività sollevano interrogativi cruciali sul futuro del settore nel paese.

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