L’ export italiano è in calo, registrando quasi un punto di riduzione tra gennaio e settembre. Non va meglio nella produzione, che rallenta del 3,4% nei primi nove mesi dell’anno. Questo scenario rende difficile aumentare le vendite, soprattutto considerando l’assenza di un’inflazione significativa. L’ultimo dato Istat relativo alla manifattura per settembre conferma questa tendenza, evidenziando un andamento negativo dei ricavi. I numeri sono deludenti, con una diminuzione dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 5,7% su base annua. Questo trend negativo coinvolge sia i volumi (-4,7% annuo) che le esportazioni (-3,6%) e il mercato interno (-6,8%).
Il mese di settembre segna il quinto periodo consecutivo di calo nei fatturati dell’industria. L’indice in valore, al netto dei fattori stagionali, tocca il livello più basso da gennaio 2022, mentre i volumi si ritrovano ai minimi dall’inizio del 2021. Questa frenata nel settore manifatturiero è determinata da diversi fattori critici, tra cui il rallentamento dell’economia tedesca, le difficoltà nel settore automobilistico, la diminuzione della domanda di beni di lusso che penalizza il settore tessile e dell’abbigliamento, e gli ostacoli legati alla Transizione 5.0 che frenano gli investimenti in impianti e macchinari.
Le stime indicano che a settembre il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, subirà una riduzione dello 0,3% in valore e dello 0,1% in volume. Si osservano cali nel mercato interno (-0,9% in valore e -0,6% in volume) e incrementi sul mercato estero (+0,9% in valore e +0,7% in volume). Per quanto riguarda i servizi, si registra un aumento dello 0,5% in valore e dello 0,7% in volume, con dinamiche positive sia nel commercio all’ingrosso (+0,2% in valore e +0,3% in volume) che negli altri servizi (+0,9% in valore e +1,0% in volume).
I dati relativi ai principali raggruppamenti industriali mostrano che a settembre vi è un aumento nelle industrie di beni strumentali (+0,1%), beni di consumo (+0,3%), e beni intermedi (+1,3%), mentre si registra una significativa diminuzione nel settore dell’energia (-12,5%).
Nel terzo trimestre del 2024, il fatturato industriale, al netto dei fattori stagionali, registra un calo sia in valore (-1,3%) che in volume (-1,8%), mentre il fatturato dei servizi diminuisce sia in valore (-0,3%) che in volume (-0,9%).
Complessivamente, a settembre 2024, il fatturato industriale presenta un calo significativo sia in valore (-5,7%) che in volume (-4,7%), con una diminuzione del 6,8% sul mercato interno e del 3,6% su quello estero. Gli indici corretti per gli effetti di calendario evidenziano forti cali nell’energia e nei beni strumentali, mentre i beni intermedi e i beni di consumo registrano cali più contenuti.
Nel settore dei servizi, si osservano diminuzioni tendenziali sia in valore (-0,6%) che in volume (-1,4%), con cali significativi nel commercio all’ingrosso e andamenti differenziati negli altri servizi.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/buio-sull-industria-ricavi-giu-57percento-AG8jG0SB

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