Il governo presieduto da Meloni ha preso una decisione significativa per stabilizzare la normativa riguardante il trasferimento di migranti dall’Italia all’Albania. In seguito alla decisione dei giudici di riportare nel nostro Paese 12 persone precedentemente sbarcate in Albania, il Consiglio dei Ministri, convocato d’urgenza dalla premier Meloni, ha approvato un decreto specifico lunedì sera. Il provvedimento ha subito delle modifiche rispetto alle aspettative iniziali. La parte relativa ai ricorsi contro le decisioni dei tribunali che non convalidano il trattenimento dei migranti è stata eliminata come richiesto dal Quirinale.
L’elenco dei Paesi sicuri è stato rivisto, in linea con le indicazioni fornite dalla recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Paesi come Camerun, Colombia e Nigeria, precedentemente considerati con eccezioni territoriali, sono stati esclusi. Questo nuovo elenco è stato incorporato in un provvedimento con forza di legge per evitare interpretazioni discordanti rispetto alla “Direttiva Accoglienza”. I 19 Paesi sicuri identificati sono ora Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Capo Verde, Costa d’Avorio, Egitto, Gambia, Georgia, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Perù, Senegal, Serbia, Sri Lanka e Tunisia. Questo elenco sarà soggetto ad aggiornamenti regolari tramite provvedimento avente forza di legge.
La lista dei Paesi sicuri è ora sancita come norma primaria, da considerare obbligatoriamente dal giudice nelle sue valutazioni. Questo rafforza la posizione del governo nei confronti dei giudici, che finora hanno interpretato prevalentemente il diritto comunitario nelle loro decisioni sul trattenimento dei migranti. Con questa mossa, il governo intende regolare ancor di più la normativa italiana per consolidare la sua posizione rispetto ai tribunali e poter fare appello in modo più concreto.
Il Governo ha affrontato sia il principio oggettivo, che riguarda le eccezioni territoriali di ciascuno Stato; sia quello soggettivo, che si riferisce a determinate categorie di individui. Questa distinzione è stata fondamentale nelle recenti sentenze dei giudici della sezione immigrazione del tribunale di Roma, che hanno respinto la convalida del trattenimento dei migranti in Albania. La Corte di Giustizia Europea ha sottolineato l’importanza di considerare se un Paese sia effettivamente sicuro, evitando ogni forma di persecuzione, tortura o violenza indiscriminata.
La lista dei Paesi sicuri è stata elevata a norma primaria, conferendo maggiore autorità e obbligatorietà alla sua applicazione, in contrasto con i precedenti decreti ministeriali. Questo rafforzamento legislativo mira a rendere la posizione del governo più incisiva rispetto alle decisioni giuridiche basate sul diritto europeo.

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