La Sardegna si trova ad affrontare sfide significative legate all’energia e alla mancanza di risorse cruciali che stanno frenando lo sviluppo industriale e gli investimenti nell’isola. Mentre la Regione si prepara a introdurre una normativa sulle aree idonee e una moratoria temporanea impedisce la costruzione di impianti rinnovabili, si assiste a proteste contro il progetto Tyrrhenian Link e l’avvio della raccolta firme per la legge di iniziativa popolare Pratobello 24, che mira a bloccare gli interventi per le energie rinnovabili sull’isola.
Le imprese sarde devono confrontarsi con contraddizioni complesse. La mancanza di gas è il primo ostacolo da affrontare. Senza questa risorsa, l’riavvio dell’Eurallumina, la raffineria controllata dalla società russa Rusal, rimasta ferma dal 2009 per motivi energetici, è impossibile. I costi elevati del combustibile per la produzione di vapore hanno reso non competitiva l’attività produttiva, portando alla chiusura degli impianti. Tuttavia, l’azienda ha un ambizioso piano da 300 milioni di euro e prevede oltre 500 nuove assunzioni per rilanciare la produzione di allumina dalla bauxite. Ma il piano si scontra ancora con la questione energetica a causa della mancanza di approvvigionamento di gas.
Il settore delle ceramiche è strettamente legato alla disponibilità di gas per la produzione di vapore e energia termica. Le scarse risorse e i costi energetici elevati, maggiori del 30% rispetto ad altre regioni, ostacolano lo sviluppo e la valorizzazione di questo settore. Anche l’ industria metallurgica affronta sfide simili a causa dei costi energetici crescenti, con aziende come Glencore che hanno dovuto interrompere alcune linee di produzione.
La necessità di compensazioni e la mancanza di agevolazioni aggiuntive rendono ancora più difficile il contesto per le imprese operanti in Sardegna. Per affrontare queste problematiche, sia le organizzazioni sindacali che Conf industria hanno sollecitato misure mirate per sostenere le attività economiche nell’isola.
La transizione verso fonti energetiche più sostenibili è fondamentale per l’isola, considerando che attualmente il 70% dell’energia prodotta proviene da fonti fossili. Tuttavia, la moratoria regionale in vigore blocca temporaneamente gli investimenti nelle energie rinnovabili, suscitando dibattiti e controversie sul futuro energetico dell’isola.
La Regione ha intrapreso tre iniziative chiave per affrontare queste sfide: la definizione delle aree idonee, la redazione del Piano Energetico e l’emanazione del Dpcm Sardegna. Queste iniziative mirano a stabilire un quadro normativo chiaro per favorire lo sviluppo sostenibile e garantire il futuro dell’ industria in Sardegna.

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