Il settore automobilistico rappresenta uno degli esempi più rilevanti e attuali per l’industria italiana ed europea, come dimostra il caso Volkswagen. La discussione attorno alla fine del motore endotermico entro il 2035 richiede una riflessione approfondita per evitare conseguenze irreversibili. Secondo il presidente di Confindustria, l’eliminazione del motore endotermico entro tale data sarebbe un’azione non sostenibile. L’industria italiana, che impiega circa 70.000 lavoratori, vede coinvolta un’eccellenza riconosciuta a livello globale.
È cruciale mettere al centro la neutralità tecnologica e garantire un’azione coerente a livello europeo per mantenere la competitività dell’industria sia in Italia che in Europa. Il presidente ha sottolineato l’importanza di preservare le filiere industriali vitali come l’automotive, la ceramica, il vetro e il settore navale.
La transizione verso un’economia a zero emissioni entro il 2050 rappresenta una sfida ambiziosa che richiede piani adeguati. La protezione del know-how nazionale è un obiettivo essenziale, considerando che l’Italia emette il 7% di CO2 e rappresenta il 15% del PIL dell’UE a livello mondiale.
Oltre al settore automobilistico, l’energia riveste un ruolo di primaria importanza: le famiglie e le imprese italiane si trovano a pagare tariffe energetiche superiori alla media dell’UE. Secondo il presidente di Confindustria, una soluzione potrebbe essere l’introduzione di centrali nucleari di nuova generazione per il nostro mix energetico, considerando che in Italia ci sono aziende all’avanguardia in questo settore.
Il Green Deal non riguarda solo l’ambiente, ma è strettamente connesso alla competitività industriale sia italiana che europea. Le imprese italiane sono all’avanguardia nel riciclo e in regola con gli obiettivi europei, dimostrando una forte attenzione ambientale. È cruciale, tuttavia, che la decarbonizzazione non metta a rischio l’industria europea e che si mantenga un equilibrio tecnologico neutro.
Inoltre, la digitalizzazione e l’ intelligenza artificiale rappresentano opportunità significative per le imprese italiane, che possono sfruttare al massimo queste tecnologie per aumentare la propria competitività e sviluppare nuove competenze.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/orsini-l-addio-motore-endotermico-2035-mette-rischio-70mila-occupati-AFZGSbmD

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