Siamo testimoni di un momento cruciale: la velocità dei mutamenti tecnologici e il trend demografico ci spingono a migliorare le nostre competenze. Senza questo salto di qualità, corriamo il rischio di perdere la battaglia della competitività a livello globale. Questo è l’allarme lanciato da Massimo Andolina, leader regionale per Philip Morris International, riguardo al divario nelle conoscenze scientifiche e al basso livello di digitalizzazione evidenziati nella ricerca “Italia 5.0, le competenze del futuro per l’ innovazione nell’epoca dell’intelligenza artificiale in Italia e nell’UE”.
Gli indicatori più preoccupanti emersi dalla valutazione condotta con Ambrosetti includono il fatto che solo il 3% delle imprese possiede un livello di digitalizzazione adeguato, mentre circa un terzo della popolazione ha bisogno di acquisire nuove competenze tecnologiche. In aggiunta, considerando la diminuzione dei giovani, è evidente che è giunto il momento di agire prontamente per invertire questa tendenza.
Per affrontare questi ritardi che aggravano il divario con paesi extra-europei, è essenziale avviare un Piano Marshall delle competenze che miri a colmare le lacune del Paese e trasformare l’Italia in un vivaio di talenti per il paradigma 5.0. I dati indicano la necessità di formare circa 137.000 laureati in campo ICT, 87.000 ingegneri e almeno 140.000 iscritti agli istituti tecnici.
La proverbiale creatività e capacità imprenditoriale delle aziende italiane non sono sufficienti; è indispensabile creare una catena di competenze che coinvolga il mondo della formazione, le istituzioni e il settore privato. Un ruolo cruciale è rappresentato dalle aziende leader che possono essere un punto di riferimento tecnologico per le piccole imprese, elemento chiave del nostro tessuto imprenditoriale.
Nonostante la riduzione delle dimensioni aziendali in Italia, soprattutto nel settore manifatturiero, il Paese rimane un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale nella manifattura e nell’agricoltura. È tuttavia essenziale interrogarsi su come mantenere tale posizione.
L’investimento significativo di multinazionali come Philip Morris negli ultimi anni testimonia che l’Italia può offrire competenze tecnologiche adeguate. La transizione verso nuovi prodotti senza combustione è un esempio in cui il Paese ha dimostrato di possedere le competenze necessarie.
Oltre alla presenza industriale a Bologna e in altre regioni, che ha trovato collaboratori visionari e competenti nel settore imprenditoriale, occorre incentivare le condizioni che favoriscono gli investimenti.
Le istituzioni europee possono giocare un ruolo fondamentale nell’indirizzare politiche economiche mirate a rilanciare la competitività. Guardando all’India per lo sviluppo dell’industria dei dati o all’America per le tecnologie verdi, è importante creare un ambiente imprenditoriale favorevole ai nostri obiettivi.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/investire-digitaleserve-piano-marshall-le-competenze-AF1XDLlD

Appassionato da sempre di tecnologia ed informatica, laureato in Ingegneria Informatica, profondo estimatore delle potenzialità del sud Italia ho deciso di “restare” e di creare una mia piccola realtà sul territorio per creare software in cloud personalizzati per grandi realtà aziendali.
La passione per la scrittura e la divulgazione, insieme all’esperienza che deriva dalla conoscenza del mondo del lavoro, mi ha portato a scrivere articoli per diverse testate spaziando dal settore informatico ad altri ambiti. Se avete un argomento che volete approfondire scrivetemi e lo affronteremo insieme.