Fin dal primo giorno del governo Meloni, il ruolo di Raffaele Fitto è stato fondamentale nei rapporti con Bruxelles. La sua nomina a vicepresidente esecutivo con delega alla Coesione e alle riforme lo incarica implicitamente di ristabilire i legami con la Commissione di Ursula von der Leyen dopo le tensioni legate ai nuovi equilibri post elettorali. Fitto, Ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR nel governo di centrodestra, vanta una storia trentennale che ha avuto inizio con la Democrazia Cristiana, con particolare attenzione al Sud, in particolare alla sua Puglia, e all’ Unione Europea.
Nato a Maglie il 28 agosto 1969, Fitto è figlio del politico democristiano Salvatore Fitto, presidente della Puglia dal 1985 fino alla sua scomparsa nel 1988. Il percorso politico di Raffaele ha avuto varie tappe, dalla militanza nella Democrazia Cristiana al ruolo di parlamentare europeo con Forza Italia e successivamente alle esperienze ministeriali. Dalla rottura con Forza Italia alla costruzione di Direzione Italia fino all’alleanza con Fratelli d’Italia.
La sua recente elezione a deputato con Fratelli d’Italia apre nuovi orizzonti politici, soprattutto in vista di un rilancio del Mezzogiorno attraverso possibili revisioni del PNRR. Fitto ha manifestato la sua disponibilità ad apportare il suo contributo e si è espresso favorevolmente riguardo alle potenziali modifiche del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La sua attenzione è rivolta anche alla Zes, con nuove prospettive per le imprese e gli investimenti nel contesto mediterraneo.
Raffaele Fitto si presenta come una figura determinante nella politica italiana, con una visione strategica per il Mezzogiorno e un ruolo chiave nelle relazioni con l’ Unione Europea.

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