Appena un mese fa, il gigante cinese BYD è diventato rapidamente il leader mondiale nella produzione di auto e ibride plug-in, con l’obiettivo ambizioso di raggiungere 4 milioni di veicoli entro il 2024, firmando un importante accordo con la Turchia. L’investimento di un miliardo di dollari prevede la costruzione di uno stabilimento vicino a Smirne, promosso ad alti livelli di governo, con i presidenti turchi e cinesi, Erdogan e Xi, che hanno sottoscritto l’intesa. La produzione dovrebbe avviarsi entro il 2026, con una capacità di 150.000 veicoli l’anno e la creazione di 5.000 posti di lavoro diretti. Inoltre, è previsto un centro di ricerca e sviluppo focalizzato sulle tecnologie della mobilità sostenibile. Questa mossa di BYD segue l’accordo stretto da Chery, un altro importante attore cinese nel settore, con la Spagna, dove hanno rilevato un impianto Nissan a Barcellona per avviare la produzione, creando 1.250 posti di lavoro diretti.
Mentre il Governo Italiano ha siglato accordi di non divulgazione con Dongfeng, BYD e Ayways, secondo i dati di AlixPartners, l’istituzione di una piattaforma produttiva da 150 a 200.000 veicoli l’anno potrebbe offrire opportunità lavorative per 9.000-11.000 persone, inclusi dipendenti diretti e di filiera. Le competenze in Italia, specialmente nell’elettronica e nell’informatica, risultano cruciali per garantire una produzione efficiente e competitiva. Negli ambiti di software integration e tecnologie avanzate, come quelle sviluppate da Ima Automation nel settore delle linee di assemblaggio per motori e pacchi batteria, l’ Italia vanta eccellenze riconosciute a livello internazionale. Tuttavia, c’è ancora spazio per migliorare e espandere le competenze per affrontare le sfide future dell’ industria automobilistica.
Considerando le nuove opportunità nel settore, l’attrazione degli investimenti sostenibili richiede un impegno strategico a lungo termine da parte dell’ Italia. In particolare, il focus sull’innovazione e sullo sviluppo delle competenze è cruciale per mantenere la competitività nel mercato globale. La promozione di collaborazioni internazionali, la crescita delle competenze software e l’adozione di tecnologie all’avanguardia come la manufacturing 4.0 e l’intelligenza artificiale sono elementi chiave per il futuro del settore automobilistico Italiano.
La creazione di centri di ricerca e sviluppo nel Paese potrebbe non solo favorire l’innovazione tecnologica, ma anche attrarre talenti nazionali e internazionali grazie alla posizione competitiva dell’ Italia in termini di costi di manodopera qualificata e competenze ingegneristiche di alto livello. L’investimento nelle risorse umane e nella ricerca potrebbe avere un impatto significativo sull’economia e sull’occupazione, contribuendo a consolidare la posizione dell’ Italia nel settore automobilistico emergente.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/auto-marchio-cinese-potrebbe-produrre-fino-11mila-occupati-AFxdDmGD

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La passione per la scrittura e la divulgazione, insieme all’esperienza che deriva dalla conoscenza del mondo del lavoro, mi ha portato a scrivere articoli per diverse testate spaziando dal settore informatico ad altri ambiti. Se avete un argomento che volete approfondire scrivetemi e lo affronteremo insieme.